18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Farmaci e aborto

Pillola giorno dopo, plauso degli ostetrici alla nota dell’AIFA

L’associazione degli ostetrici AOGOI accoglie con favore le nuove raccomandazioni dell’AIFA circa la pillola del giorno dopo. La presidente Elsa Viora: «Occasione per ribadire l’importanza di una contraccezione informata, responsabile e gratuita, unica arma per prevenire le gravidanze indesiderate».

MILANO – L’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) plaude in favore alle nuove raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sulla pillola del giorno dopo. «Encomiabili e condivisibili le nuove raccomandazioni AIFA sulla contraccezione ormonale di emergenza a base di levonorgestrel per le utilizzatrici di farmaci induttori degli enzimi epatici – commenta in un comunicato la presidente dell’associazione, Elsa Viora – La giusta contraccezione di emergenza può infatti essere una scelta efficace e sicura per prevenire le gravidanze indesiderate e quindi ridurre gli aborti. Il sempre più ampio ricorso a questa metodica è tuttavia un campanello d’allarme della scarsa educazione contraccettiva e della mancata autoprotezione dalle malattie sessualmente trasmesse. Le società scientifiche e le istituzioni devono lavorare insieme per promuovere una contraccezione responsabile e gratuita affinché l’emergenza non si ripeta».

Una precisazione
Nella nota AOGOI, si ricorda che le nuove raccomandazioni si riferiscono in particolare alle donne che desiderano ricorrere alla contraccezione di emergenza e che hanno utilizzato farmaci induttori degli enzimi epatici come, per esempio, quelli per il trattamento dell’HIV, dell’epilessia, delle infezioni fungine. Per queste donne va senz’altro considerata e suggerita la spirale intrauterina in rame (IUD – Intra Uterine Device) o, se questa opzione non è praticabile, va prescritta una doppia dose di levonorgestrel, ovvero 3 mg rispetto alla dose abituale di 1,5 mg.

Il fallimento della cultura della protezione
Nonostante le numerose Campagne e l’impegno degli esperti per favorire una cultura della prevenzione e della protezione, il massiccio ricorso alla pillola del giorno dopo può essere interpretato come un segno che il messaggio non sempre è stato recepito. «La nota AIFA – spiega la dott.ssa Viora – è l’occasione per sottolineare che il ricorso alla pillola del giorno dopo è la conseguenza di un rapporto sessuale non protetto o del fallimento del metodo contraccettivo prescelto, ormonale e non. La richiesta di contraccezione di emergenza può e deve essere quindi l’occasione per ridiscutere la scelta contraccettiva con la donna, o meglio con la coppia, in particolare quando non è possibile utilizzare la contraccezione ormonale. Sull’altro fronte, quello dei comportamenti a rischio, serve invece un maggiore impegno educativo all’autoprotezione, sia procreativa, sia della salute sessuale e generale di donne e uomini».

L’impegno di AOGOI
AOGOI, si precisa nella nota, è da sempre impegnata a promuovere l’awareness su questo tema, sia verso l’opinione pubblica, sia verso gli operatori sanitari. «Un lavoro di sensibilizzazione che deve affiancarsi all’adozione di politiche a favore di una contraccezione sempre più informata e responsabile, ma anche gratuita, non potendo essere l’acquisto dei contraccettivi a totale carico dei cittadini. Oltretutto, un investimento pubblico a sostegno della contraccezione non soltanto produrrebbe un beneficio per la salute dei cittadini, soprattutto dei più giovani, ma genererebbe risparmi per il servizio sanitario nazionale in virtù di un minor ricorso ai ricoveri e agli interventi chirurgici per le interruzioni volontarie di gravidanza», conclude Elsa Viora.