26 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Sintomi e malattie

I sintomi della celiachia

I sintomi della celiachia e le nuove scoperte scientifiche

I sintomi della celiachia
I sintomi della celiachia (Tashatuvango | Shutterstock)

Si sente sempre più spesso parlare di celiachia, ma nonostante le diagnosi siano in aumento si tratta di un disturbo che colpisce una piccola fetta della popolazione che non supera il 5%. A tal proposito va ricordato che il glutine non è pericoloso – se non per i soggetti celiaci – e che l’intolleranza al glutine è una patologia non confermata dalla scienza, benché alcuni studi sembrano trovare qualche associazione con disturbi intestinali e glutine.

Manifestazione della celiachia a livello intestinale
Manifestazione della celiachia a livello intestinale (Tefi | Shutterstock)

Cos’è la celiachia?
La celiachia è una patologia che determina un’infiammazione cronica dell’intestino tenue provocata dall’assunzione di alimenti che contengono glutine. A differenza di quanto si creda, non è l’introduzione di alimenti a base di glutine in età precoce che può aumentare il rischio di sviluppare la malattia celiaca.

Cos’è il glutine?
Il glutine è un complesso proteico che si trova in tutti i cereali (frumento, farro, segale, orzo e kamut). È formato da due tipi di proteine: le gluteline o glutenine e le prolammine o gliadine. Esse rappresentano circa l’80% dell’intera frazione proteica dei cereali.

  • Sapevi che…?
    Secondo un recente studio i bifidobatteri sono in grado di ridurre la tossicità della componente tossica del glutine (gliadina).

Il glutine non esiste in natura
Il vero e proprio glutine si forma solo ed esclusivamente nel momento in cui idratiamo la farina o i cereali. Quindi possiamo dire che non esiste in natura, ma viene originato quando le gliadine – dopo aver aggiunto dell’acqua – si associano a fibre e glutenine.

Mangiare troppo glutine aumenta il rischio di celiachia?
No. La celiachia può verificarsi solo in individui geneticamente predisposti che portano «i geni di suscettibilità alla malattia (HLA-DQ2 / 8). Questi geni sono presenti in circa il 30-40% della popolazione generale, ma solo una piccola percentuale di portatori sviluppa la celiachia» [1]. Inoltre una disbiosi intestinale causata da uno stile di vita scorretto, «può avviare e sostenere l’infiammazione attraverso l’espansione della patobionti [batteri patogeni che vivono come simbionti, Nda] proinfiammatori e il declino di batteri antinfiammatori. Gli studi in modelli sperimentali stanno contribuendo a comprendere il ruolo dei batteri intestinali e le sue interazioni con il genotipo predisposto alla promozione della malattia celiaca» [2].

L’intestino del celiaco è diverso da quello di un individuo sano
Recentemente è stato introdotto esame che prevede un sequenziamento dei geni dei batteri che vivono in simbiosi con il nostro organismo. Tale esame viene denominato sequenziamento 16s rRNA ed è possibile farlo anche in Italia con il progetto microbioma italiano a un costo relativamente contenuto. Alcuni studi hanno voluto valutare, attraverso questo sequenziamento, le differenze tra un individuo sano e uno affetto da celiachia. Dai risultati è emerso che vi sono alcune «differenze ereditarie nell’espressione di carboidrati che possono portare alla colonizzazione di alcuni ceppi di batteri: questi influenzano la suscettibilità degli individui affetti da celiachia. Anche la presenza di alcune specie di batteri può causare cambiamenti ambientali predisponenti alla celiachia, indipendentemente dal background genetico. In effetti il rapporto tra batteri utili e ceppi batterici nocivi era significativamente più bassa nei pazienti con celiachia rispetto al gruppo di controllo sano».

La dieta senza glutine può essere nociva
Il paradosso è che una dieta senza glutine negli individui sani ha portato a una riduzione dei batteri benefici a livello intestinale, stimolando anche l’immunità. Il tutto appare in contrario da quanto comunemente si legge su Internet.

Il microbioma dei soggetti celiaci
Studi hanno evidenziato come i pazienti celiaci hanno una quantità più elevata di batteri totali e un «aumento del livello di batteri Gram-negativi nocivi (Bacteroides, Prevotella, Escherichia coli ) ma un minor numero di batteri Gram-positivi tra cui la protezione lattobacilli e bifidobatteri. Questa disbiosi è stata solo parzialmente normalizzata dopo una dieta senza glutine». Gli individui sani, inoltre avevano una popolazione batterica ‘buona’ decisamente più elevata rispetto a quelli celiaci: avevano soprattutto Prevotellaoralis, Proteus, Clostridium Stercorarium, Ruminococcusbromii e Papillibactercinnamivorans. Mentre i celiaci mostravano una varietà di flora decisamente ridotta: Prevotella, Haemphilus e Serratia.

I sintomi della celiachia
I sintomi della celiachia (Designua | Shutetrstock)

I sintomi della celiachia
Purtroppo la celiachia non porta a una sintomatologia specifica, tant’è vero che alcune persone non si rendono conto di essere affetti da tale patologia fino a che i danni non sono stati devastanti. Ecco i sintomi che necessitano di un approfondimento:

  • Afte ripetute
  • Anemia
  • Pallore cutaneo
  • Inappetenza
  • Mucositi orali
  • Stanchezza
  • Ragadi (boccarola)
  • Diarrea
  • Dimagrimento
  • Pallore cutaneo
  • Pancia gonfia (distensione addominale)
  • Glossite
  • Dolori addominali
  • Meteorismo
  • Mal di stomaco (specie alla bocca dello stomaco)
  • Ipovitaminosi
  • Osteoporosi
  • Perdita di peso

[1] J Cell Biochem. 2010 Mar 1;109(4):801-7. doi: 10.1002/jcb.22459. Bifidobacteria inhibit the inflammatory response induced by gliadins in intestinal epithelial cells via modifications of toxic peptide generation during digestion. Laparra JM, Sanz Y.

[2] Ann Nutr Metab. 2015;67 Suppl 2:28-41. doi: 10.1159/000440991. Epub 2015 Nov 26. Microbiome and Gluten. Sanz Y.

[3] De Palma G, Nadal I, Collado MC, Sanz Y. Effects of a gluten-free diet on gut microbiota and immune function in healthy adult human subjects. The British journal of nutrition 2009; 102: 1154-1160.

[4] Collado MC, Donat E, Ribes-Koninckx C, Calabuig M, Sanz Y. Specific duodenal and faecal bacterial groups associated with paediatric coeliac disease. Journal of clinical pathology 2009; 62: 264-269

[5] Role of the Microbiome in Celiac Disease Nóra Judit Béres, Erna Sziksz, Ádám Vannay, Dolóresz Szabó, Domonkos Pap, Apor Veres-Székely, András Arató, Attila J. Szabó, Gábor Veres, Department of Pediatrics, Semmelweis University, H-1083, Budapest, Hungary 2MTA-SE,Pediatrics and Nephrology Research Group, H-1083, Budapest, Hungary.