Influenza: in arrivo il vaccino per prevenire le pandemie mondiali
Scienziati realizzano un «super vaccino» che proteggerà contro la maggior parte dei virus influenzali conosciuti e diffusi in tutto il mondo

MADRID - Finalmente sembra approdare nel nostro sistema sanitario la generazione di vaccini che tutti aspettavano: un vaccino universale contro l’influenza. L’idea degli scienziati è quella di realizzare un prodotto che possa evitare delle future pandemie a livello globale. Salvando, potenzialmente, milioni e milioni d persone in tutto il mondo. I risultati dello studio pubblicato su Bioinformatics.
Alta protezione
A differenza del classico vaccino antinfluenzale che si esegue ogni anno, il nuovo farmaco offre una protezione contro la maggior parte dei ceppi virali conosciuti, ovvero quasi novanta tipi di virus. Si tratta di microrganismi diffusi in tutto il mondo che, normalmente, si contraggono nei mesi invernali.
Frammenti di virus
«I componenti di questo vaccino antinfluenzale universale sarebbero composti da brevi frammenti di virus influenzali - chiamato epitopi - già noti per essere riconosciuti dal sistema immunitario. «La nostra collaborazione ha trovato un modo per selezionare epitopi che raggiungono la piena copertura della popolazione», dichiara Pedro Reche dell’Università di Complutense a Madrid (Spagna).
L’innovazione del vaccino antinfluenzale
I tradizionali vaccini contro l’influenza, vengono eseguiti ogni anno, nella speranza che possano offrire una protezione per il virus della stagione corrente. Chiaramente tutto ciò non avviene sempre, perché i farmaci in questione potrebbero non contenere i giusti ceppi virali. «Sappiamo che questo metodo è sicuro e che funziona ragionevolmente bene per la maggior parte del tempo – spiega Derek Gatherer della Lancaster University – Tuttavia, a volte non funziona - come nel caso dell’H3N2 (influenza A), il fallimento del vaccino che si è verificato nell’inverno del 2014-2015 - e anche quando lo fa è immensamente costoso e di difficoltosa concezione. Inoltre – continua Gatherer – questi vaccini annuali non ci offrono alcuna protezione contro il potenziale futuro di una pandemia di influenza». Al contrario, quello universale proteggerebbe contro la maggior parte di virus conosciuti e durerebbe nel tempo.
Prevenire le pandemie è d’obbligo
Guardando al passato, è doveroso meditare e fondo sulle pandemie che ci sono state e che hanno portato alla morte milioni e milioni di persone. Come non considerare, per esempio, l’influenza Spagnola del 1918 o le pandemie che si sono verificate nel più recente 1968, a cui alcuni di noi certamente avranno assistito? Ma anche adesso c’è poco da scherzare: l’OMS afferma che ogni anno in tutto il mondo muoiono circa mezzo milione di persone a causa dell’influenza.
La conoscenza informatica fa la differenza
«Sulla base della nostra conoscenza del virus influenzale e del sistema immunitario umano, siamo in grado di utilizzare i computer per progettare i componenti di un vaccino che dà una protezione molto più ampia e duratura», conclude Gatherer.
Influenza 2016-2017, più aggressiva degli anni scorsi
A proposito di vaccini e pandemie influenzali, è di pochi giorni fa la notizia che ci mette in guardia dai ceppi influenzali in arrivo per quest’anno. A quanto pare, infatti, l’inverno ci riserverà sgradite sorprese con patogeni più virulenti e aggressivi, con un’epidemia che coinvolgerà almeno due milioni in più di persone rispetto alla passata stagione. Inoltre, quest’anno dovremo combattere con ben tre ceppi virali: California, Hong Kong e Brisbane che, tra le altre cose, colpiranno anche con largo anticipo. Tuttavia, è importante sottolineare che l’andamento della diffusione – che si pensa riguardi circa 17 milioni di italiani – potrebbe dipendere anche dalle condizioni metereologiche. «Tutto dipenderà anche dall’andamento del meteo – sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi – Se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo, sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati; se invece sarà un periodo con molti sbalzi termici si ridurrà la quota di vera influenza, ma potrebbero esserci più casi di sintomi simili-influenzali».
L’importanza della profilassi
Fino a che il vaccino universale per l’influenza non sarà disponibile in Italia, è essenziale prevenire l’influenza nel modo classico. Assosalute, l’Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione, suggerisce alle persone più a rischio di vaccinarsi già nel mese di ottobre. «I pochi casi sporadici di influenza che sono stati già isolati dimostrano da un lato l’efficienza degli attuali sistemi di sorveglianza, e dall’altra ci fanno gioco perché i ceppi individuati sono quelli contenuti nel vaccino di quest’anno – commenta Pregliasco – E confermano più che mai l’opportunità di aderire a una forma di prevenzione efficace e sicura».
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