22 maggio 2019
Aggiornato 21:00
Medicina ayurvedica

Ayurveda, il trattamento Panchakarma riduce il rischio di contrarre malattie cardiovascolari

Una ricerca ha confermato la validità degli antichi trattamenti indiani di purificazione. Il panchakarma sembra ridurre infiammazione e rischio cardiovascolare

Il panchakarma riduce il rischio cardiovascolare
Il panchakarma riduce il rischio cardiovascolare ( Shutterstock )

Si chiama Panchakarma ed è uno dei più antichi trattamenti della medicina ayurvedica. È composto da cinque (pancha) metodi di disintossicazione. In genere viene eseguito per la prevenzione di numerose malattie e invecchiamento. Tra i vari trattamenti che vengono fatti, vi sono anche i massaggi e delle terapie di ringiovanimento per mezzo di erbe e pratiche esclusive della medicina ayurvedica. Va sottolineato che il vero panchakarma viene compiuto solo con ricovero in clinica e non può essere effettuato per mezzo del fai da te.

Una ricerca conferma i suoi benefici
Una recentissima ricerca, per la prima volta, ha tentato di utilizzare dei biomarcatori metabolici al fine di valutare l’efficacia del Panchakarma. Durante lo studio i partecipanti hanno seguito un programma ben preciso della durata di 6 giorni. I volontari hanno seguito una particolare dieta – quasi totalmente vegetariana – meditazione, yoga, massaggi e terapia a base di erbe. Dai risultati è emerso che i metaboliti ematici associati all’infiammazione e quindi al rischio di malattie cardiovascolari e colesterolo era nettamente diminuito. 

Il prossimo passo
«Sembra che un programma di una settimana può alterare in modo significativo il profilo metabolico della persona che si sottopone a esso. Come parte della nostra strategia per creare un quadro di riferimento per tutta la ricerca biologia dei sistemi, il nostro prossimo passo sarà quello di correlare questi cambiamenti sia con l'espressione genica che la salute psicologica», commenta Deepak Chopra, autore dello studio. E' bene tuttavia sottolineare che i trattamenti proposti nello studio non fanno parte del vero Panchakarma

I cinque metodi di purificazione
Il vero e proprio panchakarma – ormai divenuto raro in India, terra in cui si trovano trattamenti molto più ‘commerciali’ nelle varie SPA indiane - è composto da tre fasi: il purva karma (o pretrattamento), il pradhan karma (i trattamenti veri e propri) e il paschat karma, la fine dei trattamenti. I metodi di purificazione hanno lo scopo di rafforzare il sistema immunitario, fortificare il sistema nervoso e riequilibrare l’intero organismo. Questo avviene perché il Panchakarma prevede l’utilizzo di metodi e rimedi molto forti che aiutano a eliminare le tossine presenti nel tratto gastro intestinale e dai vari tessuti corporei.

Le procedure del PanchaKarma
Il pretrattamento è composto da pratiche di oleazione e fomentazione per circa una settimana. Dopodiché si passa ai veri e propri trattamenti. Il primo è senz’altro meno gradita: l’induzione del vomito o Vamana. Questo avviene con apposite erbe che aiutano lo stomaco a svuotarsi completamente. Il secondo è la purga o Virechana, che ha lo scopo di eliminare l’eccesso di calore del corpo, l’infiammazione, la dermatite e i casi di febbre cronica. Il terzo è il clistere o Kashaya o Sneha -Basti. Il nome cambia a seconda che venga adoperato un decotto o un olio medicato. Il trattamento ha lo scopo di migliorare il funzionamento del sistema nervoso, eliminare i dolori da corpo, evitare le paralisi, i problemi neurologici e i disturbi intestinali. Il quarto è il Nasya. Si tratta di applicazioni di oli o polveri all’interno delle cavità nasali. È ottimo per ridurre il mal di testa, i problemi degli organi sensoriali, le allergie e riniti. Infine, l’ultimo è il salasso (Rakta Mokshana). Alcuni vasi sanguigni vengono recisi e il sangue viene succhiato con appositi strumenti o per mezzo di sanguisughe. Il trattamento ha lo scopo di eliminare le infezioni all’interno del sangue.