8 maggio 2021
Aggiornato 15:30
Esami del sangue: diagnosi di celiachia

Esami del sangue per la celiachia: tutto quello che c’è da sapere. Anticorpi antiendomisio (EMA), transglutaminasi tissutale (tTG) e antigliadin

Cosa sono gli anticorpi antiendomisio, anti-gliadina (AGA) e tranglutaminasi tissutale. I giusti valori e come interpretarli

La celiachia è una malattia che pare mietere sempre più vittime. C’è chi punta il dito sulla dieta moderna fatta di farine fortificate da un’elevata quantità di glutine – come, per esempio, la manitoba – chi, invece, dà la colpa esclusivamente a un problema genetico-ereditario. Qualunque sia il motivo, quello che è certo è che sempre più si sente l’esigenza di ottenere una diagnosi accurata e precisa che permetta di identificare la malattia quanto prima. Ecco tutti gli esami del sangue utili al rilevamento della patologia.

Anticorpi anti transglutaminasi tissutale (tTG)
Si tratta di uno degli esami del sangue più importanti per la diagnosi di celiachia. Le transglutaminasi sono degli enzimi che sovraintendono a una grande quantità di importanti compiti. Il primo di questi è quello di accelerare il processo della formazione di legami che coinvolgono un gruppo aminico libero – per esempio derivante da proteine – e un gruppo γ-carbossiamidico che hanno ancora alcuni residui di glutammina. Tali legami sono indispensabili all’espletamento di molte funzioni organiche, tra cui anche l’arresto delle emorragie. Benché vi siano molti tipi di transglutaminasi (TGs), per diagnosticare la celiachia è necessario rilevare quello che viene definito transglutaminasi tissutale. Questo esame pare essere più attendibile degli anticorpi antigliadina o antiendomisio. Tuttavia, è bene dire che tale test può essere falsato in presenza di malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn, problemi epatici e lupus.

  • Approfondimento: cos’è la glutammina
    La glutammina è un amminoacido particolarmente importante per la salute umana ed è considerato non essenziale perché l’organismo dovrebbe essere in grado di produrlo da solo. Tuttavia lo stress e un’alimentazione scorretta potrebbero dare carenze di tale elemento. Si trova principalmente nei muscoli dove partecipa al rinnovo dei miociti. Ma è considerata una delle migliori fonti di energia per le cellule del sistema immunitario quando l’organismo si trova in un momento di stress o malattia. La sostanza è fondamentale anche per le funzioni cerebrali, per contrastare l’eccesso di cortisolo e il benessere dell’intestino.

Una proteina pericolosa?
Le prolammine come la gliadina – tipica delle graminacee – contengono quantità elevate di glutammina (circa il 40 percento) e prolina. Nel caso del soggetto celiaco le transglutaminasi catalizzano la modifica della struttura di queste proteine che vengono, così, riconosciute come pericolose e quindi ‘combattute’ attraverso l’ausilio del sistema immunitario. Questo comportamento anomale causa infiammazione che può arrivare a compromettere totalmente la capacità di assorbimento.

  • Valori di riferimento delle transglutaminasi IgA:
    Negativo: 0 - 9 U/ml
    Positivo: > 16 U/ml
    Dubbio: 9 - 16 U/ml

    Transglutaminasi IgG
    Negativo: < 20 U/ml

Anticorpi anti-gliadina
Un altro esame del sangue da fare è quello per la rilevazione degli anticorpi anti-gliadina. Come già detto, la gliadina è una prolammina che contiene dosi elevate di glutammina. Quando il soggetto è affetto da celiachia, il suo organismo reagisce in maniera errata alla presenza del glutine, riconoscendolo come estraneo e attuando tutta una serie di meccanismi di difesa che possono essere estremamente nocivi. Gli AGA (anticorpi-antigliadina) sono di due tipi: immunoglobulina A (IgA), immunoglobulina G (IgG). La prima offre più precisione per quanto riguarda la diagnosi perché generalmente viene prodotta proprio dall’intestino tenue. La seconda, invece, indica per lo più una patologia autoimmune in atto. Va tuttavia detto che in casi molto rari può esserci un rialzo di tali anticorpi anche nei soggetti sani.

  • Valori antigliadina (AGA)
    I valori di riferimento sono:
    >12: positivo;
    da 8 a 12: borderline;
    <8: negativo.

    Oppure:
    IgA: < 5.50 UA/ml
    IgG: < 10 UA/ml


Può essere anche utile confrontare le IgA con le IgG.
Se le IgA sono positive e quelle totali normali è possibile che sia presente la celiachia;
Se sono negative entrambe al 90% non si ha la celiachia;
Se è negativo l’IgA ma positivo IgG è probabile ma potrebbe anche trattarsi di altre malattie croniche o autoimmuni.
Nei bambini al di sotto dei tre anni potrebbe trattarsi di celiachia anche se le IgA sono negative e le transglutaminasi sono negative, ma è positiva la gliadina IgG. [1]

Anticorpi antiendomisio (EMA)
Si tratta di un test sempre meno utilizzato, ma comunque valido per confermare la diagnosi di celiachia. Lo stesso tipi di anticorpi può essere utilizzato per diagnosticare la dermatite erpetiforme. Anche in questo caso, come negli altri due, vengono identificati sia gli EMA IgG che gli EMA IgA. Valori alti di anticorpi antiendomisio fanno pensare alla celiachia. Alcuni ritengono che la rilevazione degli EMA possa rilevare anche i casi di celiachia che sono ancora allo stato potenziale, ovvero ancor prima che possano essere identificati dalla biopsia. Di conseguenza, se è negativo, dovrebbe esserci quasi la totale certezza che non si è affetti da celiachia. Un positivo superiore al 10 potrebbe invece necessitare di approfondimenti.

  • Valori di riferimento normali degli anticorpi antiendomisio EMA
    IgA: < 1/5
    IgG: < 1/10

  

[1] Labtest on line