7 giugno 2020
Aggiornato 00:00
Salute

Le psicosi fanno morire 15 anni prima del dovuto

Uno nuovo studio rivela che bassi livelli di attività fisica sono collegati alle psicosi. Le persone psicotiche tendono infatti a fare poca attività fisica e tutto questo è collegato a una morte prematura, di circa 15 anni prima del tempo

Le psicosi fanno morire prima
Le psicosi fanno morire prima Shutterstock

LONDRA – Gli scienziati del King’s College London e del South London and Maudsley (SLaM) NHS Foundation Trust hanno condotto un largo studio in cui emerge che le persone con psicosi fanno poca attività fisica. Questo comportamento porta le persone a un alto rischio di malattie e morte prematura, stimata in 15 anni prima del tempo rispetto alle altre persone.

Un largo studio
Lo studio ha visto il coinvolgimento di circa 50 Paesi, e oltre 200mila persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni. I dati ricavati dal World Health Survey e analizzati riguardavano sia persone con diagnosi di psicosi (problemi mentali come anche ansia, depressione, manie e paure varie), persone con disturbi psicotici non diagnosticati e persone senza disturbi di questo genere. I risultati possono fare inoltre chiarezza sulle barriere che impediscono alle persone con psicosi di impegnarsi in una regolare attività fisica, in modo da offrire gli strumenti per superare questi ostacoli e migliorare la propria salute fisica e mentale.

Più rischio malattie e morte prematura
I risultati pubblicati sulla rivista Schizophrenia Bulletin, rivelano che le persone con psicosi muoiono fino a 15 anni prima rispetto alla popolazione generale, in gran parte a causa di malattie cardiovascolari. L’importanza dell’attività fisica è stata ribadita molte volte sia dagli esperti che dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che raccomanda agli adulti dai 18 anni in su di fare almeno 150 minuti di moderata attività fisica alla settimana – bastano anche delle semplici passeggiate o pedalate in bici. Gli esperti ricordano che l’inattività fisica è la quarta causa di morte evitabile, ed è nociva al pari del fumo.

Criteri non soddisfatti
I dati raccolti hanno permesso di stabilire che in linea generale le persone con psicosi avevano il 36% più probabilità di non soddisfare i livelli di attività fisica raccomandati, rispetto alle persone senza psicosi. A vedere la peggio sarebbero i maschi, rispetto alle femmine, i quali erano più inclini a non fare attività fisica. Tra i motivi che più influiscono nell’inattività, i ricercatori hanno trovato difficoltà di movimento, dolori, ansia, depressione, declino cognitivo – tutti legati alle psicosi. «La comprensione e il superamento di queste barriere – spiega il dott. Brendon Stubbs – potrebbe essere una strategia importante per aiutare le persone con psicosi a essere più attive, e potenzialmente ridurre il rischio di malattie cardiovascolari». Il prossimo passo sarà quello di invitare le persone inattive a prendere in mano la propria vita e salute, stimolandole a fare più attività fisica anche moderata: ne beneficerà sia la salute fisica che quella mentale.

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