8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Medicina

HIV, la terapia con anticorpi funziona

Un’equipe internazionale di ricercatori sta sviluppando un farmaco a base di anticorpi che può offrire una nuova e migliore strategia per il controllo a lungo termine del virus HIV, una delle cause dell’Aids. Si apre una nuova via di cura

HIV, la terapia con gli anticorpi pare funzionare
HIV, la terapia con gli anticorpi pare funzionare Shutterstock

WASHINGTON DC – Un team di ricercatori della Rockefeller University (Usa) e dell’Università di Colonia in Germania sta sviluppando un farmaco a base di anticorpi, una terapia innovativa che può fornire una nuova e più efficace strategia per il controllo a lungo termine del virus HIV – noto per essere una causa dell’Aids.

Il corpo si difende
Con la terapia a base di anticorpi, è il corpo stesso a difendersi. Una condizione ideale, specie quando vi siano malattie che invece rendono nulla o inefficace la risposta immunitaria. «Questo studio – spiega il dott. Till Schoofs, coautore dello studio – fornisce la prova che una singola dose di un anticorpo stimola la risposta immunitaria dei pazienti, consentendo loro di produrre nuovi o migliori di anticorpi contro il virus».

Un sistema immunitario più efficiente
La terapia si mostra dunque efficace nello stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi più agguerriti. «L’anno scorso abbiamo segnalato che questo trattamento può ridurre notevolmente la quantità di virus presente nel sangue di una persona – prosegue dott. Schoofs – ma abbiamo voluto seguire i pazienti per un periodo di tempo più lungo per studiare come il loro sistema immunitario si adatta alla nuova terapia».

La molecola stimolante
Per questo studio, i ricercatori hanno utilizzato una molecola chiamata ’’3BNC117’’, un anticorpo neutralizzante ad ampio spettro, capace di combattere una vasta gamma di ceppi di HIV. La si è poi testata su un gruppo di 15 pazienti con alti livelli di virus nel sangue e su altri 12 pazienti i cui livelli di virus venivano controllati con la terapia antiretrovirale (ART). Ai partecipanti è stata iniettata una singola dose di 3BNC117, dopo di che sono stati seguiti per un periodo di 6 mesi.

I risultati
I risultati completi dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science, e mostrano che 14 dei 15 pazienti con alti livelli di virus nel momento in cui è stato dato loro l’anticorpo, ora stavano producendo nuovi anticorpi. E questi sono stati in grado di neutralizzare un certo numero di diversi ceppi di HIV. «Di solito ci vogliono diversi anni affinché il corpo inizi a produrre anticorpi efficaci contro l’HIV – sottolinea Schoofs – Quindi ci potrebbe essere un effetto ancora migliore in seguito, soprattutto se ai pazienti è stata somministrata più di una dose di 3BNC117». Visti i promettenti risultati, il team di ricerca intende proseguire testando 3BNC117 in combinazione con altri anticorpi che attaccano l’HIV, per determinare se si può ottenere un effetto antivirale ancora più potente.

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