10 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Esami clinici e medici

Allergie alimentari: gli esami allergologici o prick test, gli allergeni, i sintomi, leggere e interpretare gli esami

Tutto quello che si deve sapere sugli esami allergologici o delle allergie alimentari. Cosa sono, quando si fanno, perché, come si fanno e come leggerli

Prick test per le allergie
Prick test per le allergie Shutterstock

Cosa sono gli esami allergologici prick test?
I prick test sono degli esami specifici per testare la reazione allergica a determinate sostanze (allergeni), sia di origine alimentare che aerea o esterna (pollini, acari ecc.).

Come si eseguono i prick test?
Per eseguire un prick test si pone una goccia dell’allergene sulla parte interna dell’avambraccio. Dopo di che, l’allergologo pizzica la pelle con una lancetta sterile, al fine di far penetrare la sostanza da testare. Dopo circa 15 minuti, l’allergologo esamina la cute per verificare la presenza di eventuali reazioni positive all’allergene. Nel caso di reazione si possono osservare pomfi in rilievo e tondeggianti del diametro di alcuni millimetri. Spesso sono pruriginosi e intorno si forma un eritema. Le reazioni oltre i 20 minuti, in genere non si tengono in considerazione.

Chi può sottoporsi a un prick test?
Chiunque, a qualsiasi età. Tuttavia, prima dei 3 anni spesso è di difficile interpretazione.

Perché ci si sottopone a un prick test?
Si esegue un prick test per valutare la possibile allergia alimentare dovuta, per esempio, a

  • Latte e frazioni, latticini
  • Formaggi fermentati
  • Uovo e Albume d’uovo
  • Pesce e pesce in scatole
  • Arachidi
  • Cioccolato
  • Fragole
  • Crostacei e frutti di mare

Quali sono i sintomi di un’allergia alimentare?
I sintomi possono variare da soggetto a soggetto e in base all’allergene. In linea generale i più comuni sono

  • Rinite allergica, caratterizzata da naso che cola, che brucia, da starnuti ecc.
  • Asma e difficoltà respiratorie
  • Tosse
  • Colite o colon irritabile
  • Stipsi
  • Diarrea
  • Dolore addominale
  • Prurito anale
  • Gastrite
  • Dermatite atopica
  • Orticaria, arrossamento, pomfi, prurito
  • Seborrea
  • Acne
  • Vaginite
  • Cistite
  • Disuria
  • Calo della libido
  • Mal di testa
  • Difficoltà di concentrazione
  • Affaticamento
  • Perdita di peso
  • Tachicardia
  • Aritmie
  • Crampi
  • Dolori ossei
  • Dolori muscolari

Come si leggono e s’interpretano gli esami?
Le linee guida in allergologia stabiliscono che si ha una reazione positiva all’allergene (cioè si è in linea di massima allergici) quando il pomfo che ne risulta ha un diametro superiore ai 3 mm, con un’area totale di circa 7 mm cubici.

Quali sono le controindicazioni del prick test?
Non sono state registrate particolari reazioni indesiderate. Tuttavia nel caso di persone che hanno manifestato in precedenza predisposizione allo shock anafilattico, l’esame va eseguito con cautela. Nel caso, si procede prima con il «drop test», ossia apponendo soltanto la goccia dell’allergene senza farlo penetrare nella cute con la lancetta. Se il paziente ha già così una reazione allergica è inutile procedere oltre con il test. I maschi reagiscono di più rispetto alle femmine.

Quando è meglio eseguire il prick test?
Ci sono delle ore durante la giornata in cui è meglio (o no) eseguire il test.

  • Tra le ore 19.00 e le 23.00 si ha la risposta massima cutanea
  • Alle ore 7.00 del mattino si ha la risposta minima cutanea
  • Dalle ore 8.00 fino alle 19.00 si ha una risposta media.