25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Medicina. Combattere l’Alzheimer

Mirtilli, l’arma segreta contro l’Alzheimer

I mirtilli, già conosciuti per le numerose virtù, pare possano essere il superfrutto perfetto per combattere la malattia di Alzheimer, migliorando le funzioni cognitive e la memoria

STATI UNITI – Gli esperti riuniti al 251° National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society (ACS) non hanno dubbi: i mirtilli sono un superfrutto, ricco di proprietà benefiche che posso anche essere d’aiuto nel combattere la malattia di Alzheimer. Il merito va ai numerosi antiossidanti contenuti nel frutto.

Mirtilli, cuore e cancro
Dopo i già accertati effetti benefici contro il rischio di malattie cardiache e cancro da parte del mirtillo, gli scienziati si sono concentrati sulla possibilità che questo frutto possa essere un’arma contro una malattia devastante come l’Alzheimer. Tra i molti studi che si sono ora concentrati su questo aspetto, ne è stato presentato un ulteriore proprio durante il meeting dell’ACS. «I nostri nuovi risultati confermano quelli degli studi sugli animali e dei precedenti studi umani preliminari, aggiungendo ulteriore sostegno alla consapevolezza che i mirtilli possono avere un reale beneficio nel migliorare la memoria e le funzioni cognitive in alcuni adulti più anziani – spiega Robert Krikorian, coordinatore dello studio, ricordando che gli effetti benefici dei mirtilli potrebbero essere dovuti ai flavonoidi chiamati antociani.

Una malattia in costante aumento
I dati relativi all’incidenza dell’Alzheimer sono preoccupanti. I ricercatori hanno sottolineato che entro il 2025 i casi potrebbero aumentare del 40 per cento e, secondo l’Alzheimer Association, quasi triplicare entro il 2025. Una malattia dunque da non sottovalutare.

Il primo studio
Quelli presentati al meeting dell’ACS sono due studi clinici sull’uomo, condotti dal dott. Krikorian e colleghi dell’Università di Cincinnati Academic Health Center. Il primo ha coinvolto 47 adulti di età superiore ai 68 anni con decadimento cognitivo lieve, una condizione di rischio per la malattia di Alzheimer. Ai partecipanti i ricercatori hanno fatto assumere o un liofilizzato di mirtillo in polvere equivalente a una tazza di bacche o una polvere placebo. Il tutto una volta al giorno per 16 settimane. I risultati hanno mostrato che «c’è stato un miglioramento nelle prestazioni cognitive e nelle funzioni cerebrali in coloro che hanno assunto la polvere di mirtillo rispetto a coloro che hanno preso il placebo – ha spiegato Krikorian – Il gruppo mirtillo ha dimostrato un miglioramento della memoria e un migliore accesso a parole e concetti». Oltre a ciò, gli esami eseguiti con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno mostrato una maggiore attività cerebrale in coloro che avevano assunto la polvere di mirtillo.

Il secondo studio
Il secondo studio ha incluso 94 persone di età compresa tra i 62 e gli 80 anni. I partecipanti sono stati suddivisi a caso in quattro gruppi. Tutti i soggetti, non avendo una diagnosi di declino cognitivo, avevano lamentato qualche problema con i ricordi e il ricordare in genere. I quattro gruppi hanno ricevuto rispettivamente polvere di mirtillo, olio di pesce, olio di pesce e polvere di mirtillo o un placebo. «I risultati non sono stati così evidenti come con il primo studio – ha precisato Krikorian – La comprensione è stata di poco migliore per quelli che hanno assunto o la polvere di mirtillo o l’olio di pesce, ma c’era un piccolo miglioramento con la memoria». Anche i risultati dell’esame fMRI non erano così impressionanti in coloro che avevano assunto la polvere di mirtillo. Secondo l’autore dello studio, l’effetto potrebbe essere stato minore in questo caso perché i partecipanti avevano problemi meno gravi all’inizio dello studio. In conclusione, i ricercatori ritengono che entrambi gli studi indicano che i mirtilli possono essere più efficaci nel trattamento di pazienti con disturbi cognitivi, ma non possono mostrare benefici misurabili per le persone con problemi di memoria minori o che non hanno ancora sviluppato problemi cognitivi.