18 gennaio 2020
Aggiornato 04:30
Embrioni, via libera alle modifiche genetiche in Gb

Gran Bretagna: sì agli embrioni modificati geneticamente

Embrioni geneticamente modificati, la Gran Bretagna dà il via libera. Non saranno destinati alla riproduzione, ma si pensa potranno migliorare la fecondazione assistita e far luce sugli aborti spontanei

LONDRA ─ Al Francis Crick Institute di Londra si potranno eseguire esperimenti con embrioni umani geneticamente modificati. Lo fa sapere la BBC, annunciando che l’Autorità per Fertilità ed Embriologia Uk ha autorizzato gli scienziati a eseguire i test che serviranno a comprendere meglio i primi stadi dello sviluppo embrionale. Questi test, secondo gli scienziati, potranno anche chiarire cosa accade al feto negli aborti spontanei.

Embrioni modificati
Gli esperimenti, come detto, saranno condotti su embrioni umani geneticamente modificati. La possibilità di fare ricerche e test sugli embrioni è permessa dalla legge britannica solo se questi non siano utilizzati per indurre delle gravidanze. A dare il via alla sperimentazione, che dovrebbe avvenire nel giro di qualche mese, sarà la dott.ssa Kathy Niakan del Francis Crick Institute, che aveva inoltrato domanda già qualche tempo fa. Per iniziare, la sperimentazione interesserà circa 20-30 embrioni.

Solo 50 ovuli su cento
Sono meno di 50 su cento gli ovuli fecondati che raggiungono lo stadio di blastocisti, con circa 200-300 cellule, mentre al terzo mese ci arrivano soltanto in 13, ha spiegato la dott.ssa Niakan. I test avranno come obiettivo capire cosa determina queste differenze. E per far questo i ricercatori utilizzeranno la tecnica detta «Crispr», che permette di fare una sorta di «taglia e incolla» del Dna. In questo modo si potrà silenziare un gene alla volta per capire quali siano quelli fondamentali per lo sviluppo. A giovarne, secondo gli scienziati, sarà la ricerca nel campo della fecondazione assistita e la comprensione di cosa avviene nei primissimi stadi dello sviluppo embrionale.