15 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Cos'è il diabete. Sintomi e cure

Cos’è il diabete. I sintomi. La diagnosi. Le varie forme. Le cure

Tutto sul diabete
Tutto sul diabete (Shutterstock.com)

1. Cos’è il diabete?
Si chiama diabete in generale quella condizione di metabolismo alterato, caratterizzata da un calo dell'attività e della secrezione dell'ormone l'insulina, con conseguente aumento della glicemia nel sangue.Tipico delle malattie identificate nella famiglia del diabete è una aumentata e cospicua emissione di urina (o poliuria).

2. Quali le forme?
Vi sono tre forme principali di diabete, dette «mellito»: il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale (in gravidanza). A queste si è poi aggiunta una forma chiamata «insipido», che tuttavia non ha una correlazione con il diabete mellito. Le tre forme di diabete si contraddistinguono per un aumento della concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. Sono considerare malattie croniche.

3. Cos’è il diabete mellito di tipo 1?
Si stima che circa il 10% dei casi di diabete sia di questo tipo. Un tempo era chiamato diabete giovanile, perché si sviluppa principalmente durante l’infanzia o l’adolescenza.
Rientra tra le cosiddette malattie autoimmuni, poiché il sistema immunitario annienta le cellule beta che ritiene erroneamente dei «nemici» da attaccare. La conseguenza è una riduzione drammatica, se non addirittura una cessazione totale, della produzione dell’ormone insulina da parte del pancreas. Non sono infine rari i casi in cui l’auto-rivolta del sistema immunitario contro il suo stesso organismo causi la comparsa di altre malattie autoimmuni: tra queste la celiachia o la tiroidite. Questa forma è altresì conosciuta come diabete insulino-dipendente. Difatti i pazienti sono costretti ad assumere ogni giorno dosi di insulina necessarie a compensarne la carenza o assenza. Non se ne conosce ancora l’origine, ma si pensa vi possano essere influenze genetiche e ambientali.

4. Cos’è il diabete di tipo 2?
E’ la forma di diabete più diffusa. Il 90% delle diagnosi infatti è di questo tipo. Esordisce in genere dopo i 40 anni di età tra le persone in sovrappeso o obese. Si caratterizza per una insufficiente produzione di insulina o ancora per una mancata corretta azione di questo ormone – che causa la cosiddetta insulino-resistenza. Tutto questo ha per conseguenza un aumento dei livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue – condizione nota anche come iperglicemia. Come per il diabete di tipo 1, ancora non se ne conosce l’origine certa.

5. Cos’è il diabete gestazionale?
Come suggerisce il nome stesso è un tipo di diabete che si sviluppa durante la gestazione, ossia nel corso di una gravidanza. Si stima che interessi circa l’8% delle donne incinte. Le caratteristiche di questa forma di diabete sono simili a quelle del tipo 2, cioè un aumento dei livelli di glucosio nel sangue. La malattia in genere scompare dopo il parto, ma la donna che ne ha sofferto vede aumentare il rischio di un altro esordio di diabete di tipo 2 in età avanzata.

6. Cos’è il diabete insipido?
E’ una malattia piuttosto rara. Anziché l’insulina, interessa l’ormone vasopressina. E’ caratterizzata da una sua alterazione nella funzione e produzione da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi posteriore – o ancora dalla sua inattività a livello renale. Poiché questo è un ormone antidiuretico, la conseguenza è una eccessiva emissione di urina e una concomitante sete inappagabile. A differenza del diabete mellito, non vi è un’alterazione dei livelli di insulina e non si ritiene vi sia una correlazione tra queste malattie.

7. Quali i sintomi?
- Diabete di tipo 1: i principali sintomi sono un aumento della frequenza della minzione, con urine abbondanti. Un dimagrimento repentino e senza motivo apparente, accompagnato però da fame e sete eccessive.

- Diabete di tipo 2: i sintomi più comuni sono spossatezza e stanchezza, vista offuscata, ferite lente a guarire e, come per il tipo 1, frequente bisogno di urinare (anche durante le ore notturne), eccessiva sete, perdita di peso.

- Diabete gestazionale: gli stessi sintomi del diabete di tipo 2, con in più una tendenza alle infezioni batteriche e fungine come cistiti e candidosi.

8. Come si diagnostica?
Quando il valore della glicemia nel sangue arriva a 200 mg/dl, e lo si rileva sia due ore dopo un carico di glucosio o in qualsiasi momento della giornata, allora si arriva alla conclusione che si è di certo interessati dal diabete mellito. Secondo l’American Diabetes Association, già con valori glicemici uguali o superiori a 126 mg/dl si può parlare di sintomatologia del diabete – in particolare se si presentano con ripetitività. Bisogna infatti considerare che, di norma, durante la giornata i valori normali di glicemia oscillano tra i 60 e i 130 mg/dl.

9. Cos’è la glicemia?
Per glicemia s’intende il valore della concentrazione di glucosio nel sangue. Lo zucchero, o appunto glucosio, è il nutriente essenziale per le cellule e per il funzionamento dell’organismo.

10. Come si previene?
Il diabete mellito di tipo 1 purtroppo, e allo stato attuale, non si può prevenire. Cosa che invece si può fare con il tipo 2. In questo caso ci sono diversi studi, tra cui il Diabetes Prevention Program e il Finnish Diabetes Prevention Study, che mostrano come lo stile di vita sia un fattore di primaria importanza nella prevenzione della malattia ma, ovviamente, anche nell’aumentarne il rischio. Uno stile di vita corretto, che preveda una dieta equilibrata e sana, il controllo del peso, un moderato ma costante esercizio fisico, una riduzione dello stress, l’assenza del vizio del fumo e così via, può ridurre di circa il 60% le probabilità di sviluppare la malattia, specie tra i soggetti a rischio.

11. Quali le cure?
- Diabete di tipo 1
, allo stato attuale è possibile soltanto un trattamento a base di insulina, a cui il paziente deve sottostare per tutta la vita. Seguendo tuttavia uno stile di vita corretto, può avere una migliore qualità della vita. Una speranza potrebbe arrivare dal progetto «Elastinet», finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Università di Valladolid (Spagna), che prevede il trapianto di cellule pancreatiche sane, incapsulate e biocompatibili, capaci di resistere agli attacchi del sistema immunitario.

- Diabete di tipo 2, per tenere sotto controllo il diabete di tipo 2 è fondamentale la dieta, che deve essere sia equilibrata che povera di zuccheri semplici. Anche l’attività fisica è importante, così come è molto dannosa la sedentarietà. Non è necessario sottoporsi a chissà quali esercizi fisici, ma per abbassare la glicemia nel sangue basta anche una passeggiata a passo svelto la sera, dopo cena – così come dimostrato da diversi studi.

A livello farmacologico, si utilizzano i cosiddetti farmaci ipoglicemizzanti. Tra questi vi sono le classi di biguanidi, sulfoniluree, glinidi, glitazoni (tiazolidinedioni), gli inibitori delle alfa-glucosidasi intestinali e gli inibitori dell’enzima DPP-4.

Tra i rimedi naturali troviamo erbe come l’eucalipto, la camomilla, il mirtillo nero, il gelso nero, il ginepro: tutti si assumono sotto forma di tintura madre, infuso o gemmoderivato (per il dosaggio chiedi consiglio al medico o al farmacista). Tra i medicinali omeopatici, di solito sono indicati Phosphorus 9 CH, Phosphoricum acidum 9 CH e Carboneum sulfaturum 7 CH (anche qui, per il dosaggio chiedi al medico omeopata).

Per il diabete gestazionale valgono le stesse indicazioni del tipo 2. Tuttavia, poiché la gravidanza è un periodo particolare è sempre bene rivolgersi al proprio medico curante.