14 novembre 2019
Aggiornato 09:00
Rimedi naturali

Latte caldo ottimo per l'insonnia meglio delle benzodiazepine

Il latte munto dopo il tramonto ha lo stesso identico effetto dei farmaci ansiolitici come le benzodiazepine, migliorando la qualità del sonno.

MILANO – Le felice notizia arriva direttamente dall’Uimyung Research Institute for Neuroscience: il latte di mucca, specie se munto nelle ore notturne, migliora la qualità del sonno. Ma non solo: secondo gli scienziati avrebbe un effetto simile alle benzodiazepine, i noti farmaci per l’ansia.

Un rimedio naturale per le notti insonni
Lo dicevano i nostri nonni: un bicchiere caldo di latte e miele la sera prima di andare a dormire è un vero e proprio toccasana. E a confermalo è uno studio pubblicato sul Journal of medicinal food. Secondo i ricercatori dell’Uimyung Research Institute for Neuroscience della Corea del Sud, il latte caldo munto nelle ore notturne e assunto prima di coricarsi può essere un ottimo rimedio in caso di insonnia lieve. La chiave di tutto è la mungitura tardiva che permetterebbe di ottenere una quantità elevatissima di triptofano e melatonina, un ormone implicato nella regolarizzazione del ritmo sonno-veglia.

Da sempre utilizzato per un sonno migliore
«Il latte è stato a lungo conosciuto e utilizzato per favorire il sonno», spiegano gli scienziati. E il merito sarebbe dovuto all’elevato contenuto di melatonina e triptofano: quest’ultimo un aminoacido essenziale che viene convertito in serotonina e melatonina. Già un precedente studio aveva mostrato come gli anziani che assumevano il latte prima di dormire – ma munto di notte – miglioravano la qualità del sonno.

La differenza tra il latte «diurno» e «notturno»
Durante lo studio sono stati messi a confronto due tipi di latte: quello munto durante le ore diurne e quello munto di notte. Durante la ricerca, condotta su modello animale, i topi sono stati divisi in quattro gruppi: uno assumeva il latte munto di notte; l’altro quello munto di giorno; uno benzodiazepine e l’altro acqua. I topi che mostravano molta più sonnolenza facevano fatica a rimanere svegli persino sui cilindri rotanti.

Quali topi avevano più sonno?
I topi che avevano beneficiato di maggior effetto «soporifero» erano quelli che avevano assunto latte munto di notte, alla stregua di chi aveva preso le benzodiazepine. Dai risultati è quindi emerso che il latte è in grado di «produrre un effetto sedativo, ansiolitico, e di favorire il sonno in modo paragonabile alle benzodiazepine». Cosa c’è di meglio, quindi, che favorire il sonno con un rimedio naturale come una fumante tazza di latte caldo? Ovviamente per avere a disposizione il latte munto dopo il tramonto, è bene affidarsi a una cascina della zona.