12 luglio 2020
Aggiornato 18:00
Sempre meno persone si vaccinano

Influenza, italiani diffidenti. Fuga dalle vaccinazioni

Diminuisce ancora il numero delle persone che si fanno vaccinare contro l’influenza stagionale. Italiani sempre più diffidenti?

ROMA – Diminuisce in Italia il numero di chi si sottopone al vaccino contro l’influenza stagionale. Una tendenza che fa sospettare una accresciuta diffidenza nei confronti dell’efficacia di questo vaccino. Nel frattempo, per invogliare gli italiani, i medici di famiglia riuniti a Firenze per il 32° Congresso Nazionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), lanciano la Campagna #NoiCiVacciniamo.

I numeri del calo
Secondo i dati attuali, il calo c’è stato ed è significativo. In particolare, tra gli over 65 in meno di 10 anni vi è stata una riduzione del 20%. Nella stagione 2005-06 si è sottoposto all’immunizzazione il 68,3% degli anziani, mentre lo scorso inverno solo il 48,6%. «Dobbiamo invertire questa tendenza e far capire a tutta la popolazione l’importanza di questo presidio sanitario – afferma Claudio Cricelli Presidente Nazionale della Simg – Noi medici di famiglia vogliamo dare il buon esempio e combattere la diffidenza. Per questo lanciamo la Campagna #NoiCiVacciniamo. In un camper, parcheggiato nel cortile del palazzo del nostro congresso, fino a sabato camici bianchi e cittadini potranno vaccinarsi gratuitamente contro influenza stagionale. Sono disponibili oltre 1.000 dosi di vaccino».

Perché vaccinarsi
«I vaccini non sono solo una semplice puntura – sottolinea Ovidio Brignoli, vice presidente della Simg – Permettere, ogni anno, a centinaia di migliaia di persone di immunizzarsi richiede una grande capacità organizzativa di tutto il sistema sanitario nazionale. I medici di famiglia svolgono un ruolo fondamentale in questo processo. E siamo sempre più chiamati a incoraggiare i nostri assistiti a vaccinarsi. In Italia le immunizzazioni hanno avuto una crescita costante nel corso degli Anni ‘90 e 2000. Nell’ultimo triennio invece stiamo assistendo a un calo preoccupante. Questa pratica medica viene da molti considerata ormai superflua se non addirittura pericolosa per la salute. Bisogna sfatare questi falsi miti privi di ogni fondamento scientifico. Negli ultimi cinque anni si stima che siano morte 5.600 persone over 65 all’anno per complicanze legate all’influenza. Senza i vaccini avremo avuto il doppio dei decessi».

La situazione «influenza»
«Da metà ottobre a oggi sono già stati colpiti circa 1 milione di italiani e abbiamo avuto oltre 800mila infezioni respiratorie e quasi 200mila casi di influenza clinica – fa notare Aurelio Sessa, presidente regionale Simg Lombardia e medico sentinella – Solo nell’ultima settimana si registrano 50mila nuovi casi oltre e 170mila infezioni respiratorie. La regione più colpita è stata la Basilicata con 3.55 casi per mille abitanti, mentre quella meno interessata dall’epidemia è la Puglia con 0.23 casi per mila abitanti. In Toscana la scorsa settimana invece 2.630 persone sono rimaste a letto per colpa dell’influenza. A livello nazionale il picco è previsto, secondo l’attuale trend, per gennaio».

Proteggere i bimbi
«Anche i bambini da 0 a 4 anni dovrebbero sottoporsi all’immunizzazione – conclude il dott. Cricelli – In questa fascia d’età infatti registriamo un’incidenza del 2.32 per mille contro i 0.40 casi per mille registrati tra gli over 65. Ricordiamo infine che contro l’influenza stagionale è necessario che tutti seguano alcune semplici misure di protezione individuale, come coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce, lavarsi spesso le mani e usare la mascherina nei luoghi di cura come gli ospedali».