28 gennaio 2023
Aggiornato 20:30
Vaccinare sì vaccinare no

Vaccini e morbillo, l’allerta dei pediatri: troppi bambini senza protezione

I pediatri della Sip avvertono: negli ultimi cinque anni oltre 358mila i bambini non sono stati vaccinati contro morbillo, parotite, rosolia e pertosse. Troppi bambini a rischio

ROMA – Sono 358mila i bimbi non vaccinati negli ultimi 5 anni. A mettere in guarda dal pericoloso calo delle vaccinazioni è la Società Italiana di Pediatria (Sip). Un trend che va in controtendenza a quanto emerso da un’indagine presentata alla Camera, in cui 7 adolescenti su dieci ritengono che invece vaccinarsi sia importante.

Un buco grande quanto un comune
La fuga dalle vaccinazioni come quelle contro morbillo, parotite e rosolia crea un buco nella sicurezza della salute di un’intere comunità. «E’ come se un intero Comune italiano, grande come Firenze, avesse smesso di fare le vaccinazioni», sottolineano i pediatri della Sip. La tendenza negativa della fuga dalle vaccinazioni si è accentuata negli ultimi due anni: si contano 139.747 bambini non vaccinati. E il calo interessa non solo le vaccinazioni facoltative, ma anche quelle obbligatorie.

Sicurezza al limite
La riduzione delle coperture vaccinali negli ultimi due anni riguarda 147.456 bambini che sono sfuggiti al ciclo completo di esavalente, le vaccinazioni contro poliomielite, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae. Secondo gli esperti, tutti queste fughe collocano l’Italia «al limite della soglia di sicurezza». Le cose, poi, variano da Regione a Regione. Per questo motivo sarebbe bene si adottasse un piano nazionale. «L’adozione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016- 2018, già approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, e al momento al vaglio del Ministero dell’Economia, consentirebbe di ridurre inaccettabili disparità che colpiscono il diritto alla salute dei bambini italiani», sottolinea il Presidente della Sip, Giovanni Corsello.

Più informati, meno obiezioni
L’indagine presentata alla camera ha rivelato alcune sorprese. I giovani sono più informati e consapevoli di quanto si potrebbe pensare. Alla domanda «A cosa servono i vaccini?», la maggioranza degli intervistati ha infatti risposto giusto, con il 71,5% che dice «a non far venire le malattie». Soltanto il 2% ritiene i vaccini inutili e altrettanto esigua è la percentuale di chi li ritiene pericolosi. Infine, il 7,5% non sa rispondere o non ne ha mai parlato con un adulto. Un dato che fa pensare è che la maggioranza del campione non sa a quali vaccinazioni è stato sottoposto.