24 agosto 2019
Aggiornato 04:30
Superbatteri antibiotico resistenti

Gli antibiotici fanno peggiorare le infezioni

La reale pericolosità dello stafilococco risiede negli antibiotici. Non curarsi potrebbe anche essere meno pericoloso che assumere il farmaco sbagliato

CALIFORNIA – E’ un paradosso, ma è anche la triste realtà: gli antibiotici possono peggiorare le infezioni batteriche, anziché curarle. Uno studio preclinico pubblicato su Cell Host & Microbe mostra come il trattamento con antibiotici possa aggravare le infezioni cutanee da stafilococco aureo (o MRSA).

Un serio problema di salute pubblica
Lo stafilococco resistente alla meticillina (MRSA) è divenuto un serio problema di salute pubblica, per via della sua larga diffusione e della notoria resistenza agli antibiotici. In maniera quasi beffarda sembra che il peggioramento sia causato da un’attivazione anomala del sistema di difesa del corpo.

Ti ammali di più se ti curi
«Gli individui con infezione da MRSA che ricevono un antibiotico beta-lattamico – uno dei più comuni tipi di antibiotici – potrebbero finire per essere più malati di chi non ha fatto alcuna cura», spiega il coautore dello studio George Liu del Cedars-Sinai Medical Center (California). «I nostri risultati sottolineano l’urgente necessità di migliorare la consapevolezza dell’MRSA e diagnosticare rapidamente queste infezioni al fine di evitare la prescrizione di antibiotici che potrebbero mettere a rischio la vita dei pazienti», prosegue il dott. Liu.

Migliaia di persone contaminate dallo stafilococco
La contaminazione da stafilococco non è un evento raro. Anzi. Si stima che un terzo della popolazione sia stato colonizzato da tale batterio. Solo l’1% di questi, tuttavia, sviluppa l’MRSA, un’infezione molto grave che può causare la morte. La causa sembra derivi proprio da un uso smodato di antibiotici che ha dato vita a ceppi resistenti.

Un cambiamento genetico alla base della sopravvivenza
Secondo il dottor Liu e il suo collega David Underhill, gli effetti nocivi dell’MRSA potrebbero essere causati dallo stesso gene che conferisce resistenza agli antibiotici. I farmaci beta-lattamici uccidono i batteri inattivando le proteine coinvolte nella sintesi cellulare. L’MRSA, invece, è in grado di bypassare tale azione stimolando un gene di nome mecA. È proprio in virtù di tale cambiamento genetico che l’MRSA è in grado di sopravvivere agli antibiotici di uso comune.

Ma il sistema immunitario è più aggressivo dei batteri
Dallo studio su modello animale è emerso che una volta attivato il gene mecA, i batteri sarebbero potenzialmente degradabili dalle nostre cellule immunitarie. Ironia della sorte, però, i frammenti lasciati da tale degradazione attivano una risposta infiammatoria nociva che causa un aggravamento dell’infezione.

MRSA e antibiotici: un gatto che si morde la coda
«Ora abbiamo la prova che il fattore che modifica lo stafilococco in MRSA è un fattore che può anche rendere lo stesso MRSA ancora più patogeno» – spiega Sabrina Muller – Tuttavia, questo fattore patogeno non si scatena a meno che l’MRSA non venga esposto agli antibiotici beta-lattamici. Pertanto, una scelta sbagliata di antibiotici può rendere l’infezione da MRSA peggiore rispetto all’evitare qualsiasi cura».