23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
I vantaggi del buon sonno

Una buona dormita allontana diabete e obesità

Un nuovo studio mette in evidenza i legami tra uno scarso sonno il diabete e l’obesità. Dormire poco può elevare i livelli nel sangue di acidi grassi, che si manifestano con condizioni pre-diabetiche

CHICAGO – Una sana dormita pare possa fare davvero molto. Per esempio, contrastare le epidemie di diabete e obesità che stanno falcidiando il mondo occidentale. Ecco quanto suggerito da un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Chicago Medical Center, in cui si è scoperto che c’è un legame tra poche ore di sonno con l’aumento di peso e il diabete di tipo 2.

DORMIRE IL GIUSTO – La prof.ssa Josiane Broussard, insieme a Esra Tasali e colleghi hanno reclutato 19 soggetti maschi sani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. I partecipanti sono poi stati sottoposti a due esperimenti distinti e monitorati. Nel primo, sono stati inviati a seguire per quattro notti consecutive un riposo completo, cioè 8,5 ore a letto con una media di dormita pari a 7,8 ore. Nell’altro esperimento, i volontari sono stati a letto solo 4,5 ore, con una media di 4,3 ore di reale dormita – sempre per quattro notti consecutive. I due esperimenti sono stati distanziati di quattro settimane l’uno dall’altro.

SOTTO RIGOROSO CONTROLLO – Durante i due test, i soggetti sono stati attentamente monitorati e sottoposti a una serie di esami. In particolare, oltre a dover seguire una dieta controllata, sono stati prelevati loro dei campioni di sangue a intervalli di 15 o 30 minuti per 24 ore, a partire dalla sera della terza notte di ogni esperimento. Durante queste fasi, i ricercatori hanno misurato i livelli ematici degli acidi grassi liberi, dell’ormone della crescita, di glucosio e insulina, e degli ormoni dello stress cortisolo e noradrenalina. Al termine delle quattro notti dei due esperimenti è stato eseguito un test di tolleranza al glucosio per via endovenosa.

I RISULTATI – Pubblicati sulla rivista Diabetologia, i risultati dello studio hanno rivelato che quando i partecipanti dormivano poco si sono verificati dei cambiamenti nella secrezione dell’ormone della crescita e nei livelli di noradrenalina. Questi fattori possono aumentare gli acidi grassi circolanti, con il risultato di una perdita significativa dei benefici dell’insulina: in pratica, questo fondamentale ormone non riusciva a fare bene il suo lavoro. L’azione dell’insulina osservata nei partecipanti sani assomiglia a ciò che di solito si vede nelle fasi iniziali del diabete. Anche i livelli di ematici di acidi grassi, in seguito al poco sonno, sono rimasti elevati durante la giornata successiva – cosa che non avviene quando si riposa in modo adeguato. Una buona dormita è dunque un toccasana.