3 dicembre 2020
Aggiornato 07:00
Lenire i dolori può essere rischioso

Difetti alla nascita, a rischio le donne che prendono antidolorifici

Secondo un nuovo studio le donne che assumono antidolorifici in età fertile, e poi restano incinte, hanno il doppio del rischio di partorire un bambino con difetti alla nascita

STATI UNITI – Assumere farmaci contro i dolori durante l’età fertile è per le donne un rischio. Secondo un nuovo studio le donne che assumono antidolorifici, e poi restano incinte, hanno il doppio del rischio di partorire un bambino con difetti alla nascita come gravi malformazioni al cervello, al cuore, alla colonna vertebrale.

L’AVVERTIMENTO – A mettere sull’avviso le donne è la Fondazione March of Dimes e L’US CDC, i quali hanno condotto un’analisi sulla morbilità e mortalità indotta dall’uso di antidolorifici a base di oppioidi. L’analisi ha rivelato che molte donne non sono consapevoli che i farmaci a base di oppiacei come codeina, ossicodone, idrocodone o la morfina possono raddoppiare il rischio di gravi malformazioni congenite nel bambino o un parto prematuro. L’uso di questi farmaci può causare anche sintomi di una condizione nota come sindrome da astinenza neonatale o NAS.

SI RIMANE INCINTA, CHE FARE? – Secondo le statistiche, la metà di tutte le gravidanze non sono pianificate, per cui accade che le donne possono aver assunto questi farmaci senza pensare alle possibili conseguenze. «Questo mette in evidenza l’importanza di promuovere terapie alternative più sicure, ove disponibili, per le donne in età riproduttiva – sottolinea la dott.ssa Coleen A. Boyle, Direttore del Centro Nazionale CDC sui difetti alla nascita e Developmental Disabilities (NCBDDD) – Dobbiamo fare il possibile per proteggere i bambini dall’esposizione agli oppiacei». Che fare, pertanto? Secondo il pediatra del CDC, José F. Cordero, «Se si utilizza un antidolorifico oppiaceo, si dovrebbe anche utilizzare un metodo di contraccezione. Se si decide di rimanere incinta, bisogna informare subito il medico su tutti i farmaci che si stanno assumendo, per passare a un’alternativa più sicura».