20 aprile 2021
Aggiornato 08:30
Parto e dolore

Papà in sala parto, lei prova più dolore

Se si pensava che tenere la mano della mamma durante il parto potesse essere d’aiuto, non è così. Quando il papà è in sala parto, il dolore da lei provato potrebbe essere di gran lunga peggiore

Se si pensava che tenere la mano della mamma durante il parto potesse essere d’aiuto, non è così. Quando il papà è in sala parto, il dolore da lei provato potrebbe essere di gran lunga peggiore

LONDRA - Una volta i futuri papà restavano fuori dalla sala parto. Un po’ perché dovevano camminare su e giù fumando come ciminiere e un po’ per evitare di dare più lavoro alle ostetriche che dovevano rianimarli quando svenivano. Ora, che invece hanno preso questa abitudine, forse sarebbe meglio la riperdessero. Sì perché, a quanto pare, se lui è in sala parto, lei potrebbe sentire ancora più dolore.

MEGLIO FUORI – Il team di ricercatori dell’University College di Londra, il King College di Londra e dell’Università di Hertfordshire non hanno dubbi: il papà è meglio stia fuori dalla sala operatoria. E lo dimostrano con il loro studio su 39 donne sottoposte a test del dolore con e senza la presenza del proprio partner. Come previsto, quando lui le era accanto, lei provava più dolore anzichenò. Per cui non solo la presenza dell’uomo non è indispensabile per sostenere la donna partoriente, ma è addirittura dannosa. Insomma, secondo lo studio, meglio fuori.

PERÒ DIPENDE – Se dunque le donne dello studio hanno in media mostrato di provare più dolore se lui era presente, i ricercatori hanno anche trovato che questo acuirsi del dolore era soggettivo. Ossia, non in tutti i casi avveniva. Questo perché dipendeva da come la donna era abituata a fronteggiare le situazioni critiche, cioè con il sostegno per esempio del proprio partner o senza. A provare più dolore sono risultate le donne che erano più propense a evitare la vicinanza con il proprio partner. «Questo suggerisce che il sostegno del partner durante il dolore deve essere personalizzato in base ai tratti della personalità e alle preferenze di coping [modo di affrontare le situazioni]. Le persone che evitano la vicinanza possono trovare che la presenza di altri può sconvolgere il loro modo preferito di coping. Questo può aumentare la sofferenza dell’individuo», conclude la dott.ssa Katerina Fotopoulou, dell’UCL Psychology Language Sciences.