21 agosto 2019
Aggiornato 00:30
Pericolo alluminio

Dietrofront alluminio, nessun rischio per la salute

L’alluminio non causa la malattia di Alzheimer se assunto a dosi normali. Cibi e contenitori alimentari apportano una quantità di alluminio ben al di sotto del limite suggerito dall’OMS. I risultati del convegno dell’EAA

ROMA - L’alluminio assolto dalle accuse. Nessuna prova a sostegno della sua colpevolezza e di una possibile associazione con l’Alzheimer. I risultati del convegno organizzato dall’European Aluminium Association e Centroal (Centro Italiano Alluminio)​, tenutosi recentemente a Roma.

ALLUMINIO E ALZHEIMER, LEGGENDA METROPOLITANA - Sul web si trova ogni sorta di informazione. Non è raro che sia notizie che fonti siano, però, (in)certe. È il caso delle ricerche (scientifiche?) che puntano l’indice sulla nocività dell’alluminio. Tutto ciò appare molto strano agli occhi degli esperti perché gli studi ufficiali in merito smentiscono completamente tale informazione. «Non ci sono prove a sostegno di un ruolo causale primario dell’alluminio nell’Alzheimer. Tale metallo non induce tale patologia in vivo in nessuna specie, compreso l’uomo», afferma il Task Group del programma internazionale sulla Chemical Safety, realizzato sotto gli auspici del OMS (WHO) e del United Nations Environment Programme (UNEP).

L’ERRORE NASCE NEL 1965 - Perché dunque tutti affermano che l’alluminio potrebbe causare l’Alzheimer? La risposta è semplice: nel 1965, durante uno studio scientifico, sono stati somministrati Sali di alluminio puro a livello cerebrale ad alcuni conigli da laboratorio. Il risultato è stato disastroso, tanto da produrre modificazioni patologiche ai tessuti e alle cellule. Se è pur vero che potrebbero per certi versi somigliare a quelle riscontrabili nell’Alzheimer, è bene dire che a un esame accurato si può asserire con certezza che sono totalmente differenti.

PERICOLO ACQUE? - Nessuna paura, dunque, anche se abitate in regioni in cui i livelli di alluminio sembrano essere leggermente più alti rispetto agli standard tradizionali. «L’ipotesi che, in alcune regioni, l’esposizione della popolazione anziana ad alti livelli di alluminio nell’acqua potabile possa aggravare o accelerare la malattia di Alzheimer non è avvalorata dai dati disponibili a oggi», ribadisce di nuovo il Task Group del Chemical Safety. Insomma, tra Alzheimer e alluminio – per ora – non esiste alcuna prova ufficiale di collegamento.

IN CUCINA PUOI STARE TRANQUILLO - Infine, non ci sarebbero rischi neppure con gli utensili da cucina o alimenti che contengono alluminio. Non a caso quelli ritenuti più salutari come tè, vegetali e spezie apportano una razione giornaliera media di 3-10 mg. L’OMS ritiene che la dose massima accettabile sia di 70 mg a settimana (per una persona di 70 kg). Che si tratti di alimenti o contenitori le dosi sono pertanto ben al di sotto di quelle consentite, e vengono smaltite per via renale. A noi ne rimane al massimo lo 0,01-1%.