2 dicembre 2022
Aggiornato 00:30
Governo Meloni

Migranti e legge di bilancio, Matteo Salvini in campo

Mentre Giorgia Meloni prepara il discorso con cui oggi chiederà la fiducia alle Camere, Matteo Salvini rivendica l'impronta leghista su migranti e temi economici e ribadisce: «La gestione dei porti resta al Ministero»

Matteo Salvini, Segretario della Lega e Ministro dei Trasporti
Matteo Salvini, Segretario della Lega e Ministro dei Trasporti Foto: Agenzia Fotogramma

In mattinata vede il comandante della Guardia Costiera, il pomeriggio si riunisce col ministro dell'Economia e stila le priorità di politica economica. Mentre Giorgia Meloni prepara il discorso con cui oggi chiederà la fiducia alle Camere, Matteo Salvini rivendica l'impronta leghista su migranti e temi economici. E a Porta a Porta mette tutto in chiaro: la gestione sui porti «resta al mio ministero», e attraverso la Guardia Costiera vuole «tornare a fare rispettare i confini». Mentre sul fronte economico flat tax, superamento della Fornero e pace fiscale sono le misure che il vicepremier leghista ritiene possibile attuare già dalla prima manovra economica del governo: «Avvio di quota 41, estensione della flat tax e rottamazione delle cartelle esattoriali dovranno esserci».

Vertice Lega con Giorgetti

Come tutto questo si concilierà con il «manifesto programmatico di legislatura» cui sta lavorando il presidente del Consiglio, si inizierà a vedere già oggi. Ma già domenica, al termine del primo Cdm, un ministro non leghista spiegava che la prima manovra non potrà che essere «molto tecnica: le risorse sono quelle che sono e i tempi strettissimi, gli interventi più complessi saranno fatti in seguito».

Fatto sta che Salvini riunisce intorno a un tavolo con Giancarlo Giorgetti tutti i parlamentari leghisti che si occupano di economia: Bagnai, Borghi, Siri, Gusmeroli, Bitonci, Durigon, Freni. E al termine il messaggio è chiaro e le priorità della Lega ben definite: simulazioni su quota 41, pace fiscale per finanziare gli aiuti sulle bollette, avvio della flat tax. Poi minimizza le tensioni di questi giorni nel governo: «Vero, c'è stata qualche divergenza. Sottigliezze. Alcune fibrillazioni all'inizio ma l'idea di paese è chiara». E tuttavia avverte: «La situazione del paese è complicata. Abbiamo un governo scelto dagli italiani ma la fiducia non è illimitata». Come a dire, non c'è tempo per aspettare.

Salvini e il tema dei migranti

E oltre ai temi economici, Salvini cavalca il tema migranti. Già nei giorni scorsi dalla Lega avevano chiarito che il neonato ministero del Mare non avrebbe dovuto assorbire alcuna competenza del ministero di Salvini. Da Palazzo Chigi non era arrivata risposta. Ieri un passo in più: la convocazione del comandante della Guardia Costiera al ministero per «fare il punto sui migranti», dicono dallo staff del ministro. Con la precisazione che «attualmente in area Sar libica ci sono due imbarcazioni Ong». Un messaggio inequivocabile sulla volontà di gestire il tema migranti attraverso i 10.800 uomini e donne del Corpo e recuperare la visibilità sull'argomento che gli è stata sottratta insieme al Viminale.

(con fonte Askanews)