28 gennaio 2022
Aggiornato 04:00
Corsa al Quirinale

Matteo Salvini apre le danze per la corsa al Quirinale

Il Segretario della Lega: «Per la prima volta dopo anni il centrodestra ha le carte per essere protagonista nella scelta del presidente della Repubblica. Non sarà il Pd a distribuire tessere e voti»

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Matteo Salvini apre ufficialmente le danze per la corsa al Quirinale. «Lunedì - ha annunciato oggi da Bari - chiamerò i segretari di tutti i partiti e proporrò un tavolo. Se qualcuno ha la spocchia di dire che non può essere di centrodestra, sovranista, populista dico: è il presidente della Repubblica. Non c'è un articolo 1bis della Costituzione che dice che debba essere scelto sempre dal Pd».

Per sé e per la Lega, Salvini vuole il ruolo di «king maker», e lo dice chiaramente: «Per la prima volta dopo anni il centrodestra ha le carte per essere protagonista nella scelta del presidente della Repubblica. Non sarà il Pd a distribuire tessere e voti». Certo la partita è difficile e l'esito non scontato, ma «i numeri sono in mano nostra, se non facciamo errori...».

Il ruolo di protagonista al centrodestra lo riconosce il leader di Italia viva Matteo Renzi, da Atreju, il tradizionale evento di Fdi. Sul Quirinale, ha spiegato, cosa succederà «dipende se il centrodestra prende l'iniziativa insieme o no, il ruolo di king maker tocca a voi, l'altra volta la responsabilità me la sono presa io perchè avevamo la maggioranza, stavolta o la destra si incarica di fare una proposta complessiva o se non lo fa quando si arriverà a discutere a gennaio si cerchino le ragioni migliori per scegliere tutti insieme un arbitro per i prossimi 7 anni».

Sul tema Fratelli d'Italia non interviene oggi, ma rilancia la proposta di una riforma in senso presidenzialista, supportata anche da Sabino Cassese: «Se intendo sostenere la proposta di riforma costituzionale in senso presidenzialista presentata da Fratelli d'Italia? Direi certamente», ha detto il giudice emerito della Corte Costituzionale sempre ad Atreju.

Da parte sua il Pd tiene le carte coperte. «Sono sicuro che il nostro Paese avrà a fine gennaio un presidente o una presidente eletto a larga maggioranza e rapidamente dalle Camere riunite in seduta comune, e non con vecchi modelli come capitò in passato con lunghe settimane di votazione», ha detto da Firenze il segretario Dem Enrico Letta, aggiungendo che «è «inimmaginabile che l'Italia abbia un presidente della Repubblica anti europeo».

Lunedì, dunque, partiranno le telefonate di Salvini e si vedrà se, sul Quirinale, si comincerà a fare sul serio.