7 dicembre 2021
Aggiornato 09:30
Centrodestra

Elezioni Milano, l'annuncio di Giorgia Meloni: «Vittorio Feltri guiderà la lista di Fratelli d’Italia»

La leader di Fratelli d'Italia: «Si è iscritto, lo abbiamo convinto con facilità. Milano città contendibile, ottima stampa non è consenso. Referendum giustizia mossa intelligente, nessuna rottura con la Lega»

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«Sono estremamente fiera di annunciare non solo che il direttore Vittorio Feltri ha deciso di iscriversi a Fratelli d'Italia, ma anche e soprattutto che lo abbiamo convinto, con facilità, a guidare la lista di Fratelli d'Italia alle prossime elezioni amministrative» di Milano. Lo ha annunciato la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, a Milano per la presentazione del suo libro 'Io sono Giorgia' insieme al direttore Vittorio Feltri.

«Milano città contendibile, ottima stampa non è consenso»

«Sono sempre stata certa che Milano fosse contendibile: il fatto di godere di ottima stampa non vuole dire necessariamente godere anche del consenso dei cittadini. Le due cose non sempre corrispondono». Per le prossime amministrative, ha detto Meloni, «noi siamo in campo per vincere, non per partecipare».

La presidente di FdI ha detto che secondo lei Milano, guidata dal centrosinistra di Beppe Sala nell'ultimo quinquennio, ha «bisogno di uno slancio e soprattutto di una amministrazione che non sia attenta solamente al suo splendido centro storico ma che sappia guardare alle sue periferie e ai cittadini che sono stati dimenticati. Sono convinta che ci sia bisogno di una visione nei confronti delle categorie più fragili», ha chiosato Meloni.

«Da Bernardo ottima impressione»

«Luca Bernardo mi ha fatto una ottima impressione, è un profilo di grande umanità e da madre non posso che avere una passione per un pediatra». La leader di Fdi ha incontrato oggi Luca Bernardo, in pole position per diventare il candidato sindaco del centrodestra a Milano: «Le mie impressioni sono ottime, ma serve confronto con coalizione» che è in agenda per domani a Roma. «È arrivato il tempo di fare la campagna elettorale, da parte di Fdi ci sarà spinta a definire candidato a Milano, Napoli e Bologna», ha chiosato Meloni.

Giorgia Meloni è rimasta colpita dalla «capacità di ascolto» di Luca Bernardo, il pediatra del Fatebenefratelli in pole position per diventare il candidato sindaco del centrodestra a Milano. «Penso che questo sia il tempo di una politica capace di ascoltare la gente. Questo è mancato. Il dibattito politico è lunare rispetto a quanto i cittadini chiedono e si parla di cose che nulla hanno a che fare con i muri reali dei cittadini italiani. Oggi una politica capace di ascoltare può fare la differenza e questo è sicuramente un elemento che mi è piaciuto della persona con cui ho parlato», ha chiosato Meloni che ha incontrato il pediatra proprio oggi durante la sua giornata milanese.

«Albertini vice è opzione, ma prima trovare candidato»

Quella di Gabriele Albertini candidato vicesindaco a Milano «è sicuramente una opzione sul tavolo, ma credo che si debba partire dal candidato sindaco prima di parlare del candidato vicesindaco. Siamo ancora un passo indietro e speriamo di risolvere la prima delle questioni e di affrontare la seconda. In altre città come Roma si è lavorato su un ticket, in alcuni casi tre nomi. FdI ha le sue proposte da fare, però è secondario rispetto al tema principale che è la grande questione da risolvere nelle prossime ore», ha concluso Meloni.

«Referendum giustizia mossa intelligente, nessuna rottura»

Con la Lega «non c'è una rottura sui referendum: su due punti non siamo d'accordo, ma porre la questione attraverso dei quesiti referendari è una mossa estremamente intelligente. Tant'è che la stiamo sostenendo e raccoglieremo le firme per quattro dei sei quesiti. Considero un'ottima mossa parlare di giustizia partendo dall'ipotesi referendaria, perchè sono anni che parliamo di riformare la giustizia e alla fine se si aspetta il 'palazzo' si rischia di non arrivare mai», ha aggiunto.

I due quesiti referendari sui quali FdI ha «dubbi» sono quelli sulla legge Severino e sulla carcerazione preventiva: «Muovono da un punto di vista comprensibile, ma il risultato che verrebbe fuori dai quesiti referendari rischia di creare delle storture. In particolare quello sulla carcerazione preventiva», ha chiosato Meloni.

ûDdl Zan: da Pd chiusura, da noi mai problemi su aggravanti»

Sul ddl Zan «mi sembra che ci sia una chiusura totale da parte del Partito democratico. Da parte nostra non abbiamo mai fatto problemi sul tema di una aggravante sulle discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. Ma il ddl Zan non fa questo: è una norma che vuole introdurre dei reati di opinione e vuole portare il gender nelle scuole».

Tra le criticità del ddl Zan Meloni ricorda il tema del self-id che a suo avviso «impatterà soprattutto contro le donne. Credo che nel tentativo di combattere discriminazione, se ne creerà un'altra perché nella legge Zan ci sono cose che nulla hanno a che fare con la lotta alla discriminazione», ha concluso.