18 maggio 2021
Aggiornato 07:30
Lettera al Corriere della Sera

Matteo Salvini: «Non faccio forzature, Regioni e Comuni PD protestano come la Lega»

Il leader della Lega: «Di pericoloso c'è solo un'ideologia di sinistra, statalista e assistenzialista, che vede nell'iniziativa privata degli avversari e non degli alleati per la ricostruzione del Paese»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

«La Lega sostiene convintamente Draghi e non abboccheremo alle provocazioni. Siamo determinati a collaborare per tutelare la salute, per utilizzare bene i fondi europei, per immaginare la nostra Italia da qui a qualche decennio e accelerare sulle riaperture». Lo scrive il leader della Lega Matteo Salvini, in una lettera inviata al 'Corriere della Sera'.

«Questo governo, in circa due mesi, ha migliorato il piano vaccinale, ha cambiato Arcuri e i vertici della Protezione civile, ha fatto un primo passo su pace fiscale e riaperture, ha cancellato i vincoli dei codici Ateco, migliorato i rimborsi, archiviato i dpcm. Presto, ne sono sicuro, cadrà il coprifuoco delle 22 e si troverà una soluzione ragionevole per bar, ristoranti, palestre e piscine. Oggi, a Madrid, Londra e Stoccolma le persone, di giorno e di sera, mangiano, bevono, s'incontrano, studiano. In una parola, vivono. Prudenti e rispettosi. La Lega è responsabile e propositiva. Anche per questo ho segnalato al governo, di cui facciamo e faremo lealmente parte, che non è pensabile che da maggio l'Agenzia delle entrate possa inviare agli italiani milioni di cartelle esattoriali, e ne ho chiesto il blocco. Farlo non è un gesto da 'Pierino' o un attacco al governo: è semplicemente il mio dovere, è buonsenso, è concretezza».

Salvini sottolinea che «non sono le Regioni e i Comuni 'della Lega' che stanno protestando contro il decreto» riaperture «bensì tutti i presidenti di Regione, l'Anci e le Province». Ad esempio sulla scuola, quel decreto, «ha stabilito una presenza del 70%: una forzatura che ha suscitato la reazione degli enti locali per l'evidente sgarbo. I Comuni sono sul piede di guerra: il presidente dell'Anci è il sindaco Decaro, Pd. Eppure nessuno si sogna di accusare Enrico Letta di utilizzarlo contro il governo. Anche perché Letta è evidentemente impegnato su altri dossier, come testimonia la felpa di Open Arms che aveva indossato alla vigilia dell'udienza di Palermo che si è conclusa col mio rinvio a giudizio. Nessun editorialista aveva definito quella di Letta 'forzatura pericolosa'».

«Capisco - afferma - che per qualcuno sia più comodo dipingere il sottoscritto come un politico inaffidabile, ma la verità è che la posizione della Lega è condivisa da amministratori locali di tutti i colori politici, per non parlare di associazioni, imprese e famiglie. Di pericoloso c'è solo un'ideologia di sinistra, statalista e assistenzialista, che vede nell'iniziativa privata, nel lavoro autonomo, nel mondo del commercio e dell'impresa degli avversari e non degli alleati per la ricostruzione del Paese. Mi riferisco al ministro Speranza, al Pd, a pezzi di M5S. Coprifuoco, divieti e chiusure, dove i dati sanitari sono rassicuranti, non fanno bene all'Italia».

Borghi: «Coprifuoco andrebbe cancellato»

«Il coprifuoco andrebbe cancellato del tutto, non ha senso, gli assembramenti non ci sono solo di notte». Lo dice a Rai Radio, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato leghista Claudio Borghi. Quindi secondo lei niente lockdown e tutto aperto sarebbe la soluzione? «Abbiamo l'esempio di altri paesi dove si sono responsabilizzati i cittadini. In Spagna, a Madrid per esempio, i teatri e i cinema sono aperti dallo scorso agosto, i ristoranti sono aperti fino alle 23 e ora c'è il torneo di tennis di Barcellona col pubblico. Se fosse vero quello che ci raccontano i vari profeti di sventura questi dovrebbero essere tutti morti». Vista la vostra contrarietà ad alcuni provvedimenti del governo, pensate di uscire dall'esecutivo? «No, perché dovremmo? Questa forse qualcuno lo spera però...».