8 aprile 2020
Aggiornato 23:30
MoVimento 5 Stelle

Gianluigi Paragone: «Io e Di Battista non organizziamo scissioni»

Il Senatore espulso dal MoVimento 5 Stelle: «C'è una leadership che ormai è logora e non riguarda solo il mio caso, ma la tenuta del Movimento e la debolezza politica di Di Maio»

Il Senatore Gianluigi Paragone
Il Senatore Gianluigi Paragone ANSA

ROMA - «La notizia del mio siluramento è arrivata la notte del 31, verso le nove, la posta l'ho guardata accidentamente un pò prima di mezzanotte, ma deve essere una prassi con quelli che rompono le scatole, perché è capitato anche a De Falco ricevere la notizia la notte di San Silvestro». Lo ha detto il senatore Gianluigi Paragone a «Stasera Italia», su Rete4, intervistato sulla espulsione dal M5S. Per l'ex grillino «c'è una leadership che ormai è logora e non riguarda solo il mio caso, ma la tenuta del Movimento e la debolezza politica di Di Maio» che incide «sulla tenuta del Movimento, i gruppi parlamentari ogni giorno perdono pezzi».

«Io e Di Battista non organizziamo scissioni»

Sul capo politico dei 5Stelle, Paragone ha sottolineato: «Di Maio per me all'inizio fu una grande sorpresa positiva e non mi rimangio la fiducia per lui. Ma poi come capita ai ragazzi che pensano di poter spaccare il mondo da soli, dimenticano che devi essere attorniato da gente esperta che ti possa consigliare. La somma di imperizie porta alla debolezza di Di Maio. Io e Di Battista - ha concluso - non organizziamo scissioni» e a Beppe Grillo «direi che non sono io il problema del M5S e non lo è neanche Alessandro».

Donno: «Valori M5s non possono essere messi in discussione da pochi»

«I valori del MoVimento 5 Stelle non possono essere messi in discussione da pochi: chi non restituisce farebbe bene a dimettersi». E' quanto affermato, in una nota, da Leonardo Donno, deputato del MoVimento 5 Stelle. «Se negli anni siamo riusciti a portare avanti tante battaglie importanti e se oggi siamo al governo, lo dobbiamo soprattutto a tutti quegli italiani onesti che ci hanno accordato la loro fiducia, riponendo in noi tante speranze per un futuro migliore. Tradire quelle speranze significa tradire il MoVimento e i cittadini, e questo non è accettabile», conclude.

Bottici: «Ciao a chi se ne va, resta chi lavora non chi rema contro»

«Chi è entrato nel MoVimento 5 Stelle lo ha fatto perché voleva lavorare per cambiare il Paese. Entrare nelle stanze dei bottoni per scardinare un sistema marcio. Scrivere leggi per il bene dei cittadini. Pensare agli ultimi, perché non rimanessero indietro. Rendere il nostro Paese un posto migliore da consegnare a chi verrà dopo di noi. L'ambiente è stata la nostra prima stella, quando ancora non era un tema che smuoveva le piazze. Siamo il governo del Paese, non è più tempo di urlare slogan per essere ascoltati, ma è il momento di costruire sulle fondamenta che abbiamo gettato. Chi non lo ha capito, chi continua a urlare, chi vuole visibilità o poltrone, viene accompagnato alla porta. Perché c'è bisogno di gente che lavora sodo e non di chi rema contro». Lo scrive la senatrice M5s Laura Bottici su Facebook.

«Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile»

«Nel Movimento - prosegue - uno vale uno, tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile. Perché sono le nostre idee che andranno avanti, e il lavoro fatto in questi anni da portavoce, in parlamento e poi al governo, non andrà perduto se ci sarà sempre chi lavorerà a testa bassa per il Movimento, per i cittadini, e non per fini personali. Il Movimento 5 stelle - sottolinea Bottici - è fatto di persone che ogni giorno si impegnano, studiano, lavorano per migliorare il Paese. Ad ogni livello istituzionale, a testa bassa, passo dopo passo. Non si scappa dalle proprie responsabilità specialmente nei momenti duri. Chi non lo ha capito, chi non è con noi, sceglie un'altra strada. Le regole del Movimento sono poche e chiare. Non rispettarle porta automaticamente fuori. Ad ognuno le sue scelte, senza vittimismi o scenate da urlatori, come stiamo vedendo in queste ore. Per questo dico 'ciao ciao' a chi se ne va, e forse, chissà, non è mai stato davvero con noi».

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