7 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

Paragone: «Quando quelli dentro al palazzo si sveglieranno potrebbero scoprire di aver ucciso il Movimento»

Il Senatore: «Continuerò a fare il rompiscatole finchè mi sarà possibile. Alcune partite me le voglio ancora giocare poi vedremo»

Gianluigi Paragone
Gianluigi Paragone ANSA

ROMA - A Gianluigi Paragone non piace la mossa di Luigi Di Maio di aprire a un candidato civico per le Regionali in Umbria e in un'intervista al Corriere della sera spiega: «Il Movimento ormai è scisso. C'è quello che vive dentro al palazzo e vive in uno stato di ipnosi, poi ci sono i militanti che sono stati educati con un glossario forte e sono smarriti. Perché non puoi pensare che un simile passaggio - dalla Lega al Pd - avvenga senza quello che gli altri partiti avrebbero chiamato un congresso, senza una elaborazione. Quando quelli dentro al palazzo si sveglieranno dall'ipnosi potrebbero scoprire che hanno ucciso il Movimento».

In Umbria bacio mortale col PD

«L'Umbria è la prima elezione amministrativa con questo nuovo governo, è molto importante e cade in una Regione in cui si va anticipatamente alle urne per vicende giudiziarie - osserva il senatore pentastellato -. Il Movimento avrebbe fatto un certo tipo di campagna, con toni giustizialisti, che ora non può più fare: è stato costretto a un bacio mortale. Il Pd non è fesso e metterà un candidato civico, il Movimento va dietro a un copione non suo».

In Emilia Romagna sarà una tragedia

«Quando non hai più una identità come è il caso del Movimento rischi di essere schiacciato dal bipolarismo regionale. In Emilia Romagna sarà una tragedia, con il serio rischio di arrivare quarti», prevede, ma «prendersela con Luigi in questo momento è troppo facile e anche inutile. Io quando dovevo dirgli qualcosa l'ho fatto. Questa partita l'ha giocata Beppe Grillo. Luigi ora ha confermato la sua squadra dentro al governo e ha fatto bene: meglio circondarsi di persone che conosce».

Conte è il rinoceronte di Ionesco

«Io continuerò a fare il rompiscatole finché mi sarà possibile. Continuerò a dire le cose con coerenza, dentro le istituzioni, nel gruppo Cinque Stelle o al Misto - assicura Paragone -. Alcune partite me le voglio ancora giocare poi vedremo. Voglio vedere cosa accade con la legge di bilancio, voglio vedere se il premier Conte, che per me è il rinoceronte di Ionesco, concederà a Bruxelles la riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Nel caso, sarà la vergogna di questo governo. In più voglio divertirmi... Ora li sfiderò. Mi dicevano che certe cose non si potevano fare per via della Lega. Adesso finalmente potremmo fare una reintroduzione dell'articolo 18, intervenire sulle aperture domenicali, fare una riforma che tocchi le false cooperative...».

Lanzi: «Paragone sappia che M5s non ha bisogno di Cassandre...»

«Le odierne esternazioni del collega Paragone da un lato non sorprendono alla luce delle (non) posizioni assunte con l'astensione in sede di voto e dall'altro si possono tacciare come personalismi destinati a restare tali». E' quanto afferma il senatore Gabriele Lanzi, commentando l'intervista di Gianluigi Paragone. «Chi è stato 'storicamente vicino alla Lega', e che nel palazzo vi è entrato senza attivismo e militanza, dovrebbe quantomeno ascoltare i tanti colleghi che invece quel percorso lo hanno fatto, conoscono molto bene l'identità del Movimento fin dalle sue origini e che sono ben consapevoli del significato del loro ruolo di 'portavoce'. Chi è tale deve prendere atto in primo luogo della larga maggioranza che ha dato il placet a questa nuova fase, accettandola. In secondo luogo occuparsi di queste 'dietrologie' criticando questa fase prima ancora che la stessa abbia inizio, è un altro atteggiamento che ha ben poco a vedere con il ruolo del portavoce. Abbiamo un garante (Beppe Grillo), un capo politico (Luigi Di Maio) e una piattaforma Rousseau», aggiunge.

Conflitto d'interesse sul piano politico

«Non ci risulta alcuna esigenza di 'letturisti', interpreti o cassandre che, dall'interno delle istituzioni ove sono stati eletti e dove retribuiti per ben diversi e più specifici compiti, forniscano visioni e predizioni per 'rieducare' i militanti 'smarriti'. Militanti ed attivisti dei quali è legittimo dubitare che il nostro collega abbia effettiva e reale conoscenza sui territori, per le ragioni evidenziate all'inizio. Stiamo partendo con un'altra fase a livello nazionale mentre a livello regionale vi saranno a breve tre appuntamenti elettorali importanti. Si lasci discutere in ambito locale gli iscritti a Rousseau con i rispettivi portavoce di riferimento e si attendano le loro indicazioni senza la presunzione di voler educare (o rieducare) i militanti. Se invece il collega intende rivolgersi agli elettori in genere, credo che la sua 'storia' personale determini quantomeno un conflitto d'interesse sul piano politico», ha concluso Lanzi.