15 settembre 2019
Aggiornato 18:30

Brunetta: «Meno consenso popolare ma Parlamento centrale. Mi sento più tutelato...»

Il Deputato di Forza Italia: «La nomina a commissario europeo di una persona seria come Gentiloni speriamo ci consenta un dialogo alla pari con in Europa»

Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia
Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia ANSA

ROMA - «Con la caduta del governo Salvini-Di Maio lo spread è diminuito di oltre 100 punti, vuol dire che c'era qualcosa che non andava, quando parlavano Bagnai e Borghi si vedeva. Speriamo che la stagione del populismo da spiaggia sia finito». Lo ha detto Renato Brunetta (Forza Italia) intervistato a Radio Cusano Campus.

«Salvini ha fatto un autogolpe»

«Adesso forse il governo ha meno consenso popolare, ma il Parlamento è tornato centrale. In una Repubblica parlamentare mi sento più tutelato dalla centralità del Parlamento, rispetto al Papeete Beach e dall'inno di Mameli suonato tra un mojito e l'altro», ha aggiunto. «Gualtieri? Ne parlano bene come presidente della commissione Ue all'Europarlamento, cosa utile per rompere l'isolamento in cui l'Italia era precipitata col precedente governo - ha sottolineato -. La nomina a commissario europeo di una persona seria come Gentiloni speriamo ci consenta di dialogare alla pari con i maggiori Paesi dell'Ue. Ora ci sono al governo tre partiti che le elezioni del 4 marzo le avevano perse, mentre all'opposizione ci sono tutti i partiti che le elezioni le avevano vinte. E' un bel paradosso e di questo dobbiamo ringraziare l'amico Salvini che ha fatto un autogolpe. In quella crisi c'era la possibilità di rifare una coalizione di centrodestra, mentre Salvini fino all'ultimo ha offerto a Di Maio la leadership, preferendo i 5 Stelle al centrodestra».

«Basta con la propaganda»

«La manovra annunciata da Salvini? Era pura propaganda, avrebbe significato uscire dall'Euro. E' una balla colossale. Una manovra di 50 miliardi porterebbe alle stelle il deficit e lo spread a salire oltre i 500 punti e faremmo la fine della Grecia. Basta con la propaganda, costruiamo un centrodestra di matrice liberale, democratica, europea, se non c'è questa volontà auguri agli amici Salvini e Meloni, ma questa prospettiva lascerà al governo le sinistre del PD e dei grillini nei prossimi 20 anni», ha concluso.

Schifani: «Il sovranismo salviniano non mi entusiasma»

«La grandezza di un leader si misura sulla capacità di unire. Si può essere alleati, ma diversi. E Berlusconi ha fatto bene a lanciare un forte richiamo all'identità di Forza Italia, risvegliando anche una parte della nostra classe dirigente che si era troppo rassegnata ad accettare il sovranismo in nome dell'unità del centrodestra». Così in un'intervista al Corriere della Sera Renato Schifani, senatore di Forza Italia ed ex presidente del Senato, che poi prosegue: «Alcuni aspetti del sovranismo salviniano non mi entusiasmano. Un ministro dell'Interno, responsabile dell'ordine pubblico, che si fa fotografare con il mitra in mano... Oppure il richiamo ai pieni poteri... Detto questo, ha una percentuale di consenso elevatissima che merita rispetto». Quanto all'abbandono di Toti, per Schifani «queste scissioni danno il senso di qualcosa che guarda più ai galloni che alle proposte politiche. Proposte che Forza Italia deve avanzare con convinzione sul territorio e in Parlamento attraverso una rinnovata guida di Berlusconi in persona».