13 dicembre 2019
Aggiornato 11:01

Di Maio: «Per M5s segreteria a 18 persone. Spero Di Battista dia una mano»

Il leader dei 5 Stelle in una intervista al Fatto Quotidiano: «Con Fico ci vediamo ogni 15 giorni». Fattori: «Di Maio guida sottocategoria del Movimento»

Il leader del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il leader del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Prevediamo una sorta di segreteria con 18 persone, 12 per aree tematiche e 6 per quelle organizzate. Non saranno dei decisori, li chiameremo facilitatori». Lo afferma il leader del M5s, Luigi Di Maio che in una intervista al Fatto Quotidiano anticipa i punti salienti della riorganizzazione del Movimento. Della segreteria potranno far parte anche eletti, ha aggiunto Di Maio «a patto che non facciano parte del governo o non siano presidenti di commissione. E sarà previsto il mandato zero per i consiglieri comunali, ovvero il primo mandato non verrà conteggiato. I ruoli saranno contendibili, ci si potrà candidare presentando dei progetti. Spero che Alessandro possa dare una mano, c'è bisogno di tutti».

Con Fico ci vediamo ogni 15 giorni

Quanto ai suoi rapporti con il presidente della Camera, Roberto Fico, «vorrei chiarire - conclude Di Maio -: si dice sempre che io voglia metterlo fuori dal Movimento, ma con lui ci vediamo ogni 15 giorni. Quanto ad Alessandro, al di là di qualche malinteso, credo che rimanendo nel M5S possa solo rafforzarlo».

Fattori: «Di Maio guida sottocategoria del Movimento»

«Oggi parlare di un M5S non ha più senso, ce ne sono tanti. Io faccio parte di quello antico. Come disse Di Battista la coerenza è un valore, l'intransigenza anche. Veder cambiare certi principi per convenienza non è semplice. Quella guidata da Luigi Di Maio è ormai una sottocategoria del Movimento che non rappresenta tutti». Lo ha affermato la senatrice pentastellata, Elena Fattori, intervistata da Radio Cusano Campus.

«Luigi scenda dallo scranno dell'imperatore»

Sulle critiche di Alessandro Di Battista al M5S, Fattori sostiene che avere delle critiche costruttive sia «un valore aggiunto». E sottolinea: «Di Maio bisogna che scenda dallo scranno dell'imperatore perché l'Italia è una democrazia e ognuno può dire quello che vuole. Forse Di Maio dovrebbe attivare l'ascolto nei confronti di chi gli dice che c'è qualcosa che non va. L'esperienza di governo è andata male perché non si sono fatti valere i numeri in Parlamento».