23 settembre 2019
Aggiornato 09:00

Abuso dʼufficio, Luigi Di Maio replica a Matteo Salvini: «Togliere il reato? Più lavoro e meno str...»

Il leader dei 5 Stelle con un post su Facebook, attacca frontalmente il collega di governo, scagliandosi senza mezzi termini contro le dichiarazioni con cui Salvini ha sottolineato l'intenzione di proporre l'abolizione del reato di abuso di ufficio

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Come si fa a dire che si vuole dare battaglia alla mafia e alla camorra con un decreto e poi subito dopo incitare all'abolizione del reato di abuso d'ufficio? Dov'e la logica? È un reato in cui cade spesso chi amministra, è vero, ma se un sindaco agisce onestamente non ha nulla da temere. Non è togliendo un reato che sistemi le cose. Ma che soluzione è? Il prossimo passo quale sarà? Che per evitare di far dimettere un sottosegretario togliamo il reato di corruzione? Sia chiara una cosa, per noi il governo va avanti, ma a un patto: più lavoro e meno stronzate!». Luigi Di Maio, con un post su Facebook, attacca frontalmente il collega di governo Matteo Salvini, pur non citandolo mai direttamente, scagliandosi senza mezzi termini contro le dichiarazioni con cui Salvini ha sottolineato l'intenzione di proporre l'abolizione del reato di abuso di ufficio.

La «lezione» di Di Maio

«Il reato di abuso d'ufficio esiste quando un incaricato di pubblico servizio, un dirigente o un politico ad esempio, nello svolgimento delle sue funzioni fa qualcosa che, intenzionalmente, procura a sé o ad altre persone a lui vicine un vantaggio ingiusto, arrecando ad altri dunque un danno», scrive Di Maio.

Di fronte a questa stupidaggine non posso tacere

«Ieri ho sentito dire da qualcuno che questo reato lo si vuole abolire. È forse un modo per chiedere il voto ai condannati o per salvare qualche amico governatore da una condanna ? Ora, vedete come vanno le cose? Io dovrei stare zitto davanti a queste affermazioni? Dovrei stare zitto davanti a chi apre ai raccomandati, a chi chiude le porte al merito, a chi favorisce qualcuno solo perché ha avuto qualcosa in cambio? E poi ci lamentiamo dei cervelli in fuga e dei nostri ragazzi che devono espatriare per cercare un lavoro? Ma per favore... Il colmo è che, se parlo, qualcuno fa la vittima e dice che insultiamo; se non parlo però siamo conniventi. Ma di fronte a questa stupidaggine io non posso tacere. Chi l'ha detto stavolta ha toppato alla grande».