24 febbraio 2019
Aggiornato 07:00
Decretone

Fassina al Governo: Interventi «effimeri». Serve il Lavoro di Cittadinanza, coinvolgendo i Comuni

Per il Deputato di Liberi e Uguali Reddito di Cittadinanza e Quota 100 sono interventi utili ma «effimeri» in quanto non accompagnati da adeguarti investimenti pubblici per rilanciare la domanda

Stefano Fassina, Deputato di Liberi e Uguali
Stefano Fassina, Deputato di Liberi e Uguali ANSA

ROMA - «Il cosiddetto Reddito di Cittadinanza e Quota 100 sono misure utili, sebbene parziali, temporanee, puntellate da pericolose clausole di salvaguardia». Lo dichiara in una nota Stefano Fassina deputato di Liberi e Uguali secondo cui i due interventi sono «effimeri» in quanto non accompagnati da adeguarti investimenti pubblici per rilanciare la domanda.

Reddito di Cittadinanza

«Per il Reddito di Cittadinanza, la scelta di confermare e irrobustire, per numero e importo del benefit, l'impianto del Rei è positiva e consente di affrontare con strumenti diversi le molteplici cause della povertà. Il problema - aggiunge Fassina - è il legame con il lavoro, in quanto domanda di lavoro inevasa da parte delle imprese non c'è, in particolare nel Mezzogiorno». Secondo l'esponente LeU ci sono «evidenti rischi di alimentare dumping sociale, lavoro nero, emigrazione forzata, nonostante l'impianto sanzionatorio».

La proposta: programmi di Lavoro di Cittadinanza

Il problema alla base è «esterno» al decreto e deriva, sottolinea Fassina, dalla dalla Legge di Bilancio, «dalla carenza di investimenti pubblici, fattore decisivo di domanda di lavoro in una una fase di stagnazione cronica. Purtroppo, anche il M5S si affida alla logica neoliberista supply-side come i governi precedenti. Sono necessari programmi di Lavoro di Cittadinanza, centrati sui Comuni, come abbiamo proposto, inutilmente, con emendamenti al Disegno di Legge di Bilancio».

Quota 100

Per quanto riguarda Quota 100 «oltre alla durata limitata soltanto al triennio 2019-2021 - conclude Fassina - vengono 'dimenticati' gli esodati ancora rimasti senza salvaguardia. Sono circa 8.000. Dobbiamo salvaguardare anche loro attraverso un emendamento nel passaggio del Decreto in Parlamento».

Speranza: Non banalizzare RdC

«Dare un po' di ossigeno al pezzo d'Italia che sta peggio è una scelta che non può essere banalizzata perché risponde alla domanda di milioni di cittadini che non ce la fanno più». Lo scrive su Facebook il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Leu, Roberto Speranza. «E' un fatto - prosegue Speranza nel post - che non si può far finta di non vedere. Io sono da sempre d'accordo con una misura universale di contrasto alla povertà e mi batterò in Parlamento per correggere quello che in quel provvedimento non va (appena i testi di legge ufficiali sostituiranno le slide)».

Priorità è il lavoro

«C'è però un problema enorme - aggiunge -. Il reddito di cittadinanza, fuori da una strategia per la crescita e lo sviluppo che metta al centro il Lavoro come priorità assoluta e obiettivo fondamentale, rischia di essere un ausilio per un po' di mesi per persone e famiglie che alla fine del percorso ripiomberanno nel disagio. Per questo la manovra di bilancio resta profondamente sbagliata. Serviva impegnare risorse prima di tutto sugli investimenti, unica vera leva per favorire sviluppo e lavoro».