15 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Calderoli condannato per gli insulti a Cecile Kyenge

Si è chiuso il processo a carico del senatore della Lega, finito sul banco degli imputati per aver definito «un orango» l’ex ministro del governo Letta durante un comizio del 2013

Nella combo il ministro alla cooperazione internazionale e integrazione del governo Letta, Cecile Kyenge, e l'allora vice presidente del Senato, Roberto Calderoli
Nella combo il ministro alla cooperazione internazionale e integrazione del governo Letta, Cecile Kyenge, e l'allora vice presidente del Senato, Roberto Calderoli ANSA

BERGAMO - Condannato a 18 mesi di carcere ma con sospensione della pena e non menzione nel casellario giudiziario. Si è chiuso così il processo a carico del senatore della Lega Roberto Calderoli, finito sul banco degli imputati per aver definito «un orango» l’ex ministro del governo Letta, Cecile Kyenge, durante un comizio del 2013. La condanna è stata inflitta dal Tribunale di Bergamo che ha riconosciuto l’esponente del Carroccio colpevole di diffamazione aggravata dall’odio razziale.

Kyenge: «Razzismo la paga cara»

«Evviva, evviva evviva. Il razzismo la paga cara», è il commento postato su Facebook dall’ex ministro Kyenge che aggiunge: «La decisione del Tribunale di Bergamo conferma che il razzismo si può e si deve combattere per vie legali, oltre che civili, civiche e politiche». La sentenza dei giudici bergamaschi diventa così, sempre secondo l’ex ministro del governo Letta, «un grande insegnamento per tutti quelli che hanno avuto e che hanno a che fare con pratiche discriminatori: il razzismo va condannato ovunque di mostra».

L'avvocato di Calderoli: «Inciviltà giuridica e miopia legislativa»

Di segno opposto la valutazione del difensore di Calderoli, l’avvocato Domenico Aiello: «La pena detentiva per un supposto reato di opinione, per di più avvenuto durante un comizio di partito - sottolinea il legale - ha evidenti risvolti di inciviltà giuridica e miopia legislativa».