18 marzo 2019
Aggiornato 22:30
Crisi Carige

Di Maio: «Puniremo banchieri che hanno ridotto così Carige. O si nazionalizza o non si mette un euro»

Il vicepremier fa sapere che chiederà l'elenco dei grandi debitori e le azioni di responsabilità. Poi spiega perché questo salvataggio è diverso dai precedenti

ROMA - «Dobbiamo punire fortemente quei banchieri che anche nel caso Carige hanno ridotto così la banca. Non sarà la stessa musica: la musica è cambiata sulle banche. Nessun banchiere rimarrà impunito e nessun risparmiatore perderà i suoi soldi». Luigi Di Maio al contrattacco sul caso Carige. Con una diretta su Facebook, il vicepremier e ministro di lavoro e Sviluppo economico ha contestato le ricostruzioni su un governo che salva una banca con le medesime modalità dei precedenti esecutivi.

Con l'intervento su Carige, aiutiamo i risparmiatori

«Sulle banche ne sento di ogni. La prima cosa che voglio dire è che noi, con l'intervento su Carige, aiutiamo i risparmiatori e lavoriamo per punire tutti quegli amministratori delegati che hanno creato il buco», ha detto. Perché l'intervento non si limita ad un salvataggio. Nelle prossime ore - ha annunciato l'esponente dei 5 Stelle - scriverà al commissario straordinario di Carige, nominato dalla Bce, e gli chiederà di rendere noto al governo l'elenco dei debitori. «Il buco di bilancio c'è quando una banca presta a delle persone che non possono restituire i debiti. Andremo a vedere nei prossimi giorni l'elenco di quelli che dovevano restituire i prestiti e gli elenchi degli Ad e dei componenti dei Cda».

O si nazionalizza o non si mette un euro

E il problema non sono i prestiti a normali cittadini. Piuttosto si guarderà ai grandi prestiti: «Vogliamo sapere se ci sono coincidenze e o legami politici o personali con gli amministratori delegati di questi anni». Perché - ha avvertito Di Maio - chiederà al commissario l'azione di responsabilità sugli ex amministratori delegati di Carige. Peraltro «una cosa deve esser chiara - ha proseguito Di Maio - noi non abbiamo messo ancora un euro, ma se ce li metteremo non sarà per ridare la banca a chi l'ha spolpata o per darla a un altro banchiere. Per questo governo, e ce lo siamo detti nel vertice di maggioranza, o si nazionalizza o non si mette un euro». L'ipotesi di mercato e quella della nazionalizzazione per Carige non sono in contraddizione, fa sapere il leader 5S, spiegando che il decreto varato dal Governo contiene solo una garanzia ipotetica.

La banca diventerà dello Stato se...

«Le due cose non sono in contraddizione - ha detto Di Maio -. Noi non ci mettiamo un euro. Abbiamo fatto solo un decreto con un'ipotetica garanzia. Se qualcuno la dovesse prendere prima noi non ci mettiamo un euro, ma se lo stato ci mette anche solo un euro la banca diventerà dello Stato e la useremo per dare prestiti alle imprese e mutui ai cittadini. Nessuno pensi che prima ci mettiamo soldi pubblici e poi la regaliamo a qualche privato». Nessuna soluzione alternativa, dunque. Se i cittadini mettono i soldi in una banca allora quella banca diventa dei cittadini, ha detto ancora il vicepremier. «Ce la prendiamo come Stato e la cominciamo ad usare per dare credito alle imprese in difficoltà, alle Pmi, per migliorare i mutui alla famiglie, par aiutare di più i giovani a diventare indipendenti grazie ad una banca che comincia a fare la banca di investimenti dello Stato». Di Maio ha anche ribadito l'intenzione di creare una nuova commissione di inchiesta sulle banche, che dovrebbe partire entro fine gennaio e stavolta a presiederla non sarà Pier Ferdinando Casini, ma Gian Luigi Paragone.

Parallelismi con Renzi e Gentiloni?

Poi Di Maio fa riferimento ai governi precedenti e ai presunti «parallelismi tra noi e loro». «Ma voi avete visto immagini di risparmiatori che protestano contro questo governo? Avete sentito di qualche caso di suicidio come ci fu su Banca Etruria? Avete sentito di proteste dei cittadini?» chiede provocatoriamente. «Io vedo solo i soliti giornali che ci attaccano ma i cittadini non sono dei creduloni. Questa operazione che si sta facendo, facendo credere che sia uguale a quelle del passato, ha una grande contraddizione di fondo: noi non abbiamo truffato i risparmiatori». Le differenze con i precedenti governi si vedranno dalle prossime mosse, ha poi rivendicato con un post. Mentre il governo Renzi ha «azzerato» decine di migliaia di azionisti e obbligazionisti subordinati delle quattro banche Popolari, con almeno un caso di suicidio accertato, e il governo Gentiloni ha fatto lo stesso salvando Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, questo governo ha già indicato cosa farà nelle prossime settimane: «Tutelare azionisti e obbligazionisti subordinati, oltre ovviamente ai correntisti e agli obbligazionisti senior. Nessuno perderà un euro».