18 agosto 2022
Aggiornato 01:00
Taccuino Quirinale

Con Berlusconi la scelta del Colle scende in piazza

Gli anti Cav pronti a nuovi Girotondi, i suoi fan chiamano a una manifestazione a sostegno della sua candidatura a Piazza del Popolo

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi Foto: ANSA

Come nell'elezione del Papa, che si dice assistita dallo Spirito Santo, anche in quella del Quirinale il popolo dei fedeli o dei cittadini non ha voce in capitolo. Tutto il potere è in mano al «Conclave laico» dei 1009 grandi elettori. Il popolo, cui «appartiene la sovranità» (art. 1 della Costituzione), è solo spettatore delle scelte dei parlamentari e delle trattative sopra o sotto banco dei leader politici. In poche occasioni i cittadini hanno cercato di far sentire la propria voce.

E' accaduto nel 2013, quando attorno alla candidatura di Emma Bonino si sviluppò un movimento di opinione che coinvolse decine di migliaia di cittadini, politici (come Monti, Nencini, Carfagna) ed esponenti di scienza, cultura e spettacolo come Margherita Hack, Renzo Arbore, Sergio Castellitto, Luca Barbareschi. Secondo un sondaggio, la Bonino sarebbe stata all'epoca la preferita degli italiani col 32%, precedendo, guarda caso, Mario Draghi col 26%. Ovviamente non se ne fece nulla, perchè i grandi elettori non si fecero influenzare e dopo le bocciature di Marini e Prodi chiesero il bis a Napolitano. Un altro coinvolgimento della «base» ci fu con le «Quirinarie» dei grillini, che però non erano rivolte a tutti i cittadini, ma solo ai centomila militanti del M5S: venne scelto il giurista Stefano Rodotà che nel 2013 prese 217 voti in contrapposizione a Napolitano bis, che ne conquisto' 738.

Ora la pressione dei cittadini si sta rifacendo sentire, ma soprattutto in negativo. E' vero che la scrittrice Dacia Maraini e le donne imprenditrici dell'Aidda hanno lanciato appelli per una donna al Colle, ma senza avanzare nomi. Contro il nome di Silvio Berlusconi, che la prossima settimana potrebbe diventare il candidato ufficiale del centrodestra, si sta invece sviluppando un movimento popolare. Martedi scorso è iniziato a Roma, in piazza Santi Apostoli, un «presidio» del Movimento Viola contro la candidatura dell'ex Cavaliere con lo slogan «Il Quirinale non è un Bunga Bunga».

«Ci vengono i brividi - hanno detto i leader dei Viola Gianfranco Mascia e Adele Palazzo - al solo pensiero di vedere Berlusconi al Quirinale. Il nostro, per ora, sarà solo un presidio, con tutte le precauzioni anticontagio. Ma ci riserviamo, situazione sanitaria permettendo, di convocare una grande manifestazione con tutti i partiti antifascisti se i nostri appelli a non candidare Berlusconi resteranno inascoltati. Noi siamo il tampone contro il virus della candidatura berlusconiana».

Il Fatto Quotidiano ha invece lanciato contro l'ex Cavaliere una raccolta di firme che ha superato le duecentomila sottoscrizioni. In risposta, il quotidiano Libero ha avviato una controraccolta di firme per sostenere il diritto del centrodestra a eleggere un proprio Capo dello Stato e non e' escluso che a sostegno di Berlusconi, se la sua candidatura diventasse ufficiale, possano venire organizzate anche manifestazioni popolari per ribattere al Movimento Viola.

Il deputato e coordinatore sardo di Forza Italia Ugo Cappellacci ha già detto che a favore di Berlusconi bisognerà lanciare un forte appello alla società civile (anche se lo dovrebbe votare la «società politica") e per sabato è stata preannunciata una manifestazione a sostegno della sua candidatura. Appuntamento sabato prossimo a piazza del Popolo con la benedizione dell'ex Cavaliere. «Il 15 gennaio chiameremo a raccolta a Roma, a Piazza del Popolo, l'Italia libera e democratica che sostiene Berlusconi alla Presidenza della Repubblica. Anche al Quirinale può concretizzarsi l'alternanza delle culture politiche, è questo il momento di un cattolico, democratico e liberale espressione dell'imprenditoria sana del Paese», chiama in piazza Fausto Sacco, imprenditore e storico esponente di Forza Italia, ideatore dei circoli per 'Berlusconi Presidente della Repubblica'.

«Non possiamo immaginare che in Italia, Silvio Berlusconi, - spiega Sacco - che ha guidato il Governo sempre per volere degli elettori e mai per giochi di Palazzo, non possa legittimamente ambire a guidare la Repubblica. A Palazzo Chigi siede un premier autorevole come Mario Draghi, a questo l'Italia potrebbe aggiungere credibilità in campo internazionale con Berlusconi al Quirinale «Per queste ragioni saremo a Piazza del Popolo, anche per testimoniare affetto nei confronti del presidente Berlusconi che resta l'ultimo premier eletto dagli italiani», conclude Sacco. Che riceve una telefonata di ringraziamento e apprezzamento dallo stesso Berlusconi. Così, dunque, la scelta del nuovo Capo dello Stato potrebbe uscire dal «sancta santorum» del Parlamento e invadere le piazze, contrapposte. Con tanti saluti all'unità nazionale.