25 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Governo Gentiloni

Immigrazione, Minniti: «Aumentati rimpatri, coop dovranno rendicontare»

Il ministro dell'Interno: più poteri ai Prefetti per «prevenire usi impropri di fondi pubblici». Sulla missione Triton: «modello non è più adeguato allo scenario attuale»

ROMA - Il Ministero dell'Interno ha già provveduto (in data 18 ottobre) a varare il decreto attuativo della normativa in tema di rendicontazione delle spese sostenute dalle cooperative che, per lo più, gestiscono i Centri di accoglienza per migranti. Ad annuncarlo è stato il ministro dell'Interno, Marco Minniti nel corso del question time alla Camera. Un decreto ministeriale che, in data 24 ottobre, è stato trasmesso alla Corte dei Conti. Nella misura attuativa, ha spiegato il responsabile del Viminale, si prevede l'obbligo di rendicontazione di beni e servizi, la tracciabilità dei servizi erogati e più poteri ispettivi nei centri. Una misura, ha spiegato Minniti, che darà ai Prefetti più poteri per «prevenire usi impropri di fondi pubblici».

Rivedere Triton
L'Italia ha maturato idea che si debba arrivare a un 'cambio di strategia' nella missione Triton, in capo alla Frontex, nella gestione dei confini marittimi esterni perchè il «modello non è più adeguato allo scenario migratorio attuale» ha detto Minniti, rispondendo al question time a una interrogazione sul rinnovo e la possibile revisione della missione Triton. L'operazione Triton avviata il primo novembre 2014 sotto il controllo dell'Agenzia Frontex per ilo controllo delle frontiere meridionali e il conrollo dei flussi e avrà termine e il 31 dicembre prossimo.

La questione libica
Il rispetto dei diritti umani in Libia «non e' questione di oggi» se quel paese «non ha mai firmato la convenzione di Ginevra». E' una questione «che per noi era, è e sarà irrinunciabile» e sulla quale l'Italia «sente l'assillo di agire». Così il ministro dell'Interno rispondendo al question time alla Camera. «Se oggi l'Unhcr ha potuto visitare i centri in Libia», ha poi proseguito Minniti, «lo si deve anche all'impegno del nostro paese». «Non bisogna rassegnarsi - ha concluso il titolare del Viminale - alla possibilità di governare i flussi di immigrati consegnando così le chiavi ai trafficanti di esseri umani». Il ministro Minniti ha sottolineato che «se oggi l'Unhcr ha potuto visitare 28 dei 29 centri di accoglienza presenti in Libia, individuando oltre mille soggetti in condizioni di fragilità a cui potrà essere riconosciuta la protezione internazionale e la ricollocazione in Paesi Terzi, se l'Oim ha portato a termine dalla Libia oltre 9.353 rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di origine, se c'e' un piano italiano, gia' operativo, di aiuti umanitari coordinato con i sindaci libici, se la nostra cooperazione internazionale sta procedendo ad un bando per l'attivita' delle Ong in territorio libico, se a Berna lunedi' scorso i ministri dell'Interno dell'Europa e dell'Africa settentrionale, compresa la Libia, hanno firmato un documento di impegni sui diritti dei migranti e sul diritto alla protezione internazionale, lo si deve all'impegno, del nostro Paese e dell'Europa».