18 ottobre 2019
Aggiornato 11:00
Apologia del fascismo

Spiaggia fascista a Chioggia: Fiano lancia la sua fatwa sui gadget, cioè sul nulla

Con un'incredibile mancanza di senso del pudore, a 72 anni da piazzale Loreto, il moralizzatore ha presentato una legge che punisce l'ostentazione pubblica di simboli del ventennio, insomma, punisce il folklore

ROMA - Il Partito Democratico si è messo sulla pista dei bagnini fascisti. Suona la carica l'on. Emanuele Fiano,che scambiata la spiaggia di Chioggia per Norimberga: ha scatenato la propria artiglieria sul povero bagnino Gianni Scarpa, reo di aver addobbato il proprio litorale con gaggettistica e slogan che si rifanno al ventennio fascista. Povero Fiano: antifascismo duro e puro regala sempre fama e gloria, ma nel 2017 si ha la concorrenza dei predecessori che hanno operato in altri tempi in cui la minaccia dell'eversione antidemocratica era più concreta. In particolar modo Mario Scelba (1901-1991), già presidente del Consiglio dei Ministri, la cui legge vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, prevedendo la reclusione da 5 a 12 anni. Seguì Nicola Mancino (1931), la cui legge punisce azioni legate all'ideologia nazifascista aventi ad oggetto l'incitazione alla violenza e alla discriminazione. Cosa rimaneva al nostro su cui scagliare la propria fatwa? L'oggettistica. Con un'incredibile mancanza di senso del pudore, a 72 anni da piazzale Loreto, il moralizzatore ha presentato una legge che punisce l'ostentazione pubblica di simboli del ventennio, insomma, punisce il folklore. L'unico commento appropriato mi pare quello insegnatoci dal maestro Paolo Villaggio ogni qual volta ci si trova in situazioni in cui si vuol dare pomposamente eccessivo valore a cose che il popolo non percepisce come significative: «La legge Fiano è una cagata pazzesca»