19 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Lotta alla criminalità organizzata

Torna in carcere il boss dei Santapaola Maurizio Galletta

Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell'Inps, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola. Sono finite in manette anche altre due persone

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ROMA - Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania hanno arrestato il boss Maurizio Galletta, 50enne pluripregiudicato condannato all'ergastolo perché ritenuto elemento di primissimo piano del clan Santapaola-Ercolano. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell'Inps, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola. Sono finite in manette anche altre due persone.

Tre omicidi sulle spalle
Galletta, già sorvegliato speciale, era stato condannato per due distinti episodi. Omicidio aggravato e distruzione di cadavere di un esponente di una cosca rivale, e duplice omicidio. Arrestato nel '96, in circa 12 anni è stato trasferito in 17 strutture carcerarie e sottoposto a numerose visite. Poi scarcerato nel 2008, mentre si trovava nel carcere di Parma. Le indagini della Dia hanno messo in evidenza come il boss, per usufruire di un regime detentivo meno rigido, avesse accentuato le sue patologie con l'appoggio di alcuni medici che avrebbero certificato le sue condizioni di salute come "gravi", tanto da essere incompatibili con il regime carcerario. Così facendo, dai domiciliari, avrebbe continuato a gestire affari illeciti. Grazie alla patologia simulata, inoltre, Galletta riceveva un trattamento previdenziale da parte dell'Inps, una pensione civile e un'indennità di accompagnamento. Ora le indagini proseguono per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti che nel tempo hanno visitato Galletta.