Governo Gentiloni

Scuse in Senato di Poletti che aggiunge: «Allarmante campagna di insulti a mia famiglia»

Il ministro del Lavoro durante l'informativa di oggi ha spiegato che la frase pronunciata il 19 dicembre scorso sui giovani emigrati all'estero non corrisponde al suo pensiero e che si è espresso «in modo sbagliato»

ROMA - Le frasi sui giovani all'estero sono state «un inciso sbagliato" per cui "confermo le mie scuse». Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante l'informativa in aula al Senato sulle contestate dichiarazioni di qualche settimana fa sulla fuga di cervelli «Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi».

«Constatato il mio errore ho considerato mio dovere quello di scusarmi subito per quella espressione anche perché molto lontana dal mio pensiero, dalla mia storia personale e dal mio modo di agire. Scuse che confermo in questa aula parlamentare», ha detto. Il ministro ha poi sottolineato che alla «comprensibile e giustificata polemica politica si è sviluppata in particolare sui social network una campagna di insulti e minacce che ha coinvolto anche la mia famiglia, mia moglie e mio figlio», episodi «che non possono trovare alcuna giustificazione e allarmano perché testimoniano un clima di tensione».