20 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
La Lega chiede subito le dimissioni

Saltamartini (Lega): Raggi si deve dimettere. E non solo per il caso Marra...

'Il sindaco Raggi e tutta la sua giunta sono al governo di Roma da ormai sei mesi e lei si è occupata praticamente solo di far prevalere quello che è il suo raggio magico eludendo totalmente i problemi della città' ha detto Saltamartini

ROMA - Caos a 5 Stelle a Roma dopo l’arresto di Raffaele Marra, capo del personale del Comune di Roma ma soprattutto braccio destro del sindaco grillino Virginia Raggi. La Lega-Noi con Salvini – davanti a quest’ultimo capitolo di una saga politica pentastellata breve ma giudicata già disastrosa – chiede le dimissioni del primo cittadino. Di questo ne abbiamo parlato con Barbara Saltamartini, romana e vicepresidente dei deputati del Carroccio.

Saltamartini, prima le polemiche riguardo il caso Muraro e le sue tardive dimissioni, adesso l'arresto dell’uomo forte della Raggi, Marra. Che cosa sta avvenendo ai 5 Stelle nella Capitale?
Al di là della questione giudiziaria, che seguiremo ma che toccherà ai magistrati definire, il nodo è tutto politico. Il sindaco Raggi e tutta la sua giunta sono al governo di Roma da ormai sei mesi e lei si è occupata praticamente solo di far prevalere quello che è il suo «raggio magico» eludendo totalmente i problemi della città. Abbiamo la capitale d’Italia allo sbando, in uno stato di abbandono mentre pezzi di giunta saltano ogni giorno, o casi emblematici come quello dell’assessore ai rifiuti Muraro, dove abbiamo sempre denunciato la presenza di un conflitto di interessi, e oggi il caso Marra…

Che cosa determina questo dal punto di vista politico?
Il vero tema è che la Raggi e tutto il MoVimento 5 Stelle hanno dimostrato chiaramente di non essere all’altezza della situazione. E se Roma doveva essere la prova di governo dei grillini, beh possiamo dire che il sipario è calato.

Non a caso voi chiedete già le dimissioni del sindaco.
Certo. Noi chiediamo le immediate dimissioni della Raggi anche perché – vorrei ricordare – è stata eletta da una grandissima parte dei cittadini romani ai quali ha garantito onestà, trasparenza, cambiamento serio rispetto alle politiche amministrative per migliorare l’assetto della città. Tutto questo non è successo. La Raggi si deve dimettere, prima ancora che per l’inchiesta giudiziaria, per manifesta incapacità amministrativa e per una grandissima opacità che coinvolge tutti i gangli della sua amministrazione.

I 5 Stelle in Campidoglio ribattono che Marra è un dirigente amministrativo, non è uno «di loro». Come replica lei?
È quanto mai surreale questa posizione, inclusa quella del capogruppo dei 5 Stelle in Comune che insiste sul fatto che Marra sia una figura tecnica. Voglio ricordare che sul capo del personale il sindaco Raggi fece un’arringa molto forte in cui dichiarava che senza Marra avrebbe lasciato trasformando quest’ultimo nel suo braccio destro non solo tecnico ma anche politico. Da questo punto di vista la scusa del capogruppo Ferrara è non solo surreale ma anche vergognosa.

Qualche giorno fa il sindaco ha anche «bacchettato» gli abitanti di San Basilio, quartiere popolare della Capitale, perché hanno fatto scudo a una famiglia italiana sfrattata da una casa popolare occupata da loro da anni e anni per fare posto a una famiglia di immigrati. Una reazione esasperata del quartiere che la Raggi non ha compreso, ha solo stigmatizzato.
La Raggi ha fallito su tutto. Durante la campagna elettorale ha sostenuto che Roma non poteva più accogliere, che occorreva rivisitare tutte le quote per l’accoglienza degli immigrati perché eravamo arrivati al limite. Non più tardi di cinque mesi dopo ha dichiarato invece che Roma è pronta ad accogliere tutti. «Accogliere tutti» alla faccia dei cittadini romani che invece sono sempre più abbandonati a loro stessi.

Quanti rimpianti per l’occasione mancata dalla destra con la divisione alle Amministrative a Roma?
Il centrodestra aveva una grande possibilità: quello di convergere su Giorgia Meloni, tutti insieme, quale candidato migliore e più forte. Da questo punto di vista l’atteggiamento di Forza Italia, che ha scelto di non sostenere Giorgia, ha fatto pagare un prezzo salato ma non tanto al centrodestra quanto a Roma e a tutti i cittadini romani.