24 maggio 2022
Aggiornato 05:00
La crisi del covid

Figliuolo: «Virus arretra. Negli ospedali ora torni normalità»

Il commissario per l'emergenza covid: «Se non avessimo accelerato su terza dose conseguenze ben diverse. Con il booster abbiamo raggiunto quasi 35 milioni di persone, circa l'82% dei destinatari»

Il commissario per l'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo
Il commissario per l'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo Foto: ANSA

«Omicron ha causato una forte impennata nei contagi, ma non un aumento altrettanto repentino dei ricoveri, proprio grazie alla copertura così ampia. Se non avessimo accelerato sulle terze dosi, con un numero di somministrazioni giornaliere notevole, i ricoveri avrebbero avuto ben altro andamento. Le conseguenze le avremmo viste sugli ospedali, ma anche sull'economia». Lo ribadisce, in un'intervista a la Repubblica, il commissario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

«Con le vaccinazioni - sottolinea - abbiamo alzato una barriera contro le conseguenze più gravi del Covid. Oggi vediamo che anche la variante Omicron sta scemando. Le curve di contagi e ricoveri continuano a calare. Il virus però circola ancora - avverte -. Bisogna tenere alta l'attenzione ora che entriamo in una fase più favorevole, in cui le risorse sanitarie potranno essere ribilanciate verso la loro naturale destinazione: la cura delle patologie gravi e la prevenzione».

E ricorda: «Abbiamo superato i 130 milioni di somministrazioni. Il 93,3% degli over 12 è stato raggiunto da almeno una dose o è guarito da massimo 6 mesi. Oggi 47 milioni e 680 mila cittadini hanno completato il ciclo primario: quasi l'88,3%. Con il booster abbiamo raggiunto quasi 35 milioni di persone, circa l'82% dei destinatari. Il mio appello va agli oltre 1,5 milioni dai 50 anni in su senza alcuna copertura. È un numero per fortuna limitato, a fronte di una platea di 26 milioni e 200 mila persone. Rimane il fatto molto positivo che in tutte le fasce di età ci stiamo avvicinando al 90% di somministrazioni, sia come prima che come seconda dose. È una percentuale straordinaria, raggiunta da pochissimi Paesi nel mondo».

«Una quarta vaccinazione come le precedenti non è prevista per il prossimo futuro - spiega Figliuolo -. Ma il sistema delle somministrazioni ha dato buona prova di sé. Credo che si farà trovare pronto per qualsiasi evenienza».

Quanto al vaccino per i bimbi sotto i 5 anni, «dovranno prima pronunciarsi gli scienziati. Si attende la valutazione di Ema e Aifa, probabilmente in primavera. Da un punto di vista logistico non ci saranno problemi».