28 settembre 2021
Aggiornato 01:00
La crisi del coronavirus

«Aprile sarà durissimo, le chiusure sono inevitabili»

Così Guido Rasi, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Roma Tor Vergata, direttore dell'Ema fino a novembre: «Non si possono più tollerare certi assembramenti»

«Aprile sarà durissimo, le chiusure sono inevitabili»
«Aprile sarà durissimo, le chiusure sono inevitabili» ANSA

Le varianti del Covid «al momento sono soprattutto più contagiose e potrebbero riempire gli ospedali finché non saremo vaccinati. Purtroppo ci aspetta un aprile durissimo. Siamo a 100mila contagiati a settimana, più 300mila che non scopriamo, che porteranno una terza ondata più alta delle precedenti. La pandemia rischia di lasciarci questo brutto ricordo. Per questo le chiusure sono inevitabili e vanno fatte rispettare severamente. Non si possono più tollerare certi assembramenti». Così in un'intervista a La Stampa Guido Rasi, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Roma Tor Vergata, direttore dell'Ema fino a novembre.

Del vaccino Janssen Johnson & Johnson «l'Ema discuterà giovedì e dovrebbe passare con una dose è un'efficacia del 66per cento. Anche qui specifico che si tratta della resistenza a qualsiasi forma dell'infezione, mentre è valido al100 per cento per la malattia grave e la morte. Se arrivasse ad aprile darebbe una spinta alla campagna, ma presto dovrebbe aumentare la disponibilità di tutti i vaccini. A quel punto con 700mila vaccinazioni al giorno si potrebbero finire gli over 65 in pochi mesi e tutti gli italiani prima di fine anno».

Riguardo lo Sputnik invece, prosegue Rasi, «la Russia non ha fornito tutti i dati per l'approvazione. Il ritardo dipende da questo. Non hanno finito lo studio di fase tre. Dopodiché ci possono essere delle evidenze sulla popolazione paragonabili alla fase tre, ma vanno dimostrate. Sputnik inoltre dovrebbe aprire una sede europea per la commercializzazione, mi pare stia accadendo in Germania, e produrre il vaccino in siti certificati dall'Ema. Arriverebbe quando si spera avremo risolto il problema».

Da oggi chiusi 2 ristoranti su 3

Ultimi momenti di relax al tavolo o al bancone in bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi prima del blocco anti Covid che coinvolge oltre 2 locale su 3 (66%) lungo la Penisola che si colora in zona rossa o arancione, mentre sono 12mila i servizi della ristorazione che possono addirittura rimanere aperti la sera in Sardegna in zona bianca. E' quanto emerge dall'analisi della Coldiretti in occasione della nuova mappa dei colori che scatta da oggi dove restano gialle solo la Valle d'Aosta, la Liguria, il Lazio, la Calabria, la Puglia e la Sicilia.

Si tratta della dimostrazione evidente del peggioramento della situazione per l'avanzare dei contagi con effetti sulle libertà individuali, sulla vita sociale ma anche sulla sostenibilità economica delle attività produttive ad un anno dall'inizio della pandemia. La possibilità di apertura serale a cena - sottolinea la Coldiretti - vale l'80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi duramente provati dalla chiusure forzate ma nelle regioni gialle è consentita la sera solo la consegna a domicilio o l'asporto che riduce la sostenibilità economica per giustificare le aperture tanto che in molti preferiscono mantenere le serrande abbassate aumentando le perdite economiche ed occupazionali.

Ancora più grave - continua la Coldiretti - la situazione nelle zone rosse ed arancioni dove è sempre proibito il servizio al tavolo e al bancone con un ulteriore colpo a bar, ristoranti e agriturismi che travolge a valanga interi comparti dell'agroalimentare Made in Italy, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in 11,5 miliardi dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno messo in ginocchio l'intera filiera dei consumo fuori casa che vale 1/3 della spesa alimentare degli italiani fuori casa.