15 ottobre 2019
Aggiornato 21:30

La denuncia de Il Giornale: «Di Maio uno e trino, prende rimborsi tripli». E Salvini...

Il giornale di casa Berlusconi attacca il vicepremier proprio là dove è più sensibile: l'onestà e l'umiltà

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ANSA

MILANO - Il Giornale contro Di Maio. Il giornale di casa Berlusconi attacca il vicepremier proprio là dove è più sensibile. Dopo l'inchiesta de Le Iene - programma tv anch'esso legato a Berlusconi - sull'azienda di famiglia, ecco che Di Maio viene preso di mira sulla sua onestà. «Spende per tre ma è sempre uno» chiosa il giornalista Carmelo Caruso, che ricostruisce come «in quattro mesi di governo, Luigi Di Maio si è fatto rimborsare dallo Stato le spese di viaggio e di pernottamento per i tre ruoli che ricopre e sovrappone: vicepremier, ministro dello Sviluppo Economico, ministro del Lavoro». Basta - spiega - infatti consultare i siti ministeriali nella sezione «amministrazione trasparente» per accorgersi che Di Maio «tende ormai alla trinità».

Ecco i numeri
I dati si riferiscono ai quattro mesi che finora sono stati rendicontati e che è dunque possibile visionare. Dal 1° giugno al 30 settembre, il ministro dello Sviluppo Economico secondo Il Giornale avrebbe presentato 9.879 euro di spese per «pasti, taxi e visti consolari». «Sono stati mesi frenetici e i viaggi sono stati molteplici»: da Il Cairo (1797.19 euro ad agosto) a Milano (564.57 euro a settembre) fino alla Cina (4161.07 euro a settembre). In qualità di ministro (anche) del Lavoro, Di Maio avrebbe inoltrato ricevute per 365 euro a giugno, 986 euro a luglio, 119 euro ad agosto. Il totale è 1.470 euro. Ma a queste vanno aggiunte le spese da vicepresidente del Consiglio. Di Maio avrebbe infatti presentato solo una ricevuta e si riferisce al mese di settembre e ammonta a 9.221 euro. «Anche in questo caso, come dice l'inarrivabile Totò, «è la somma che fa il totale» e il totale è di 20.570 euro e non ha eguali con gli altri componenti del governo».

Salvini parsimonioso
Di Maio avrebbe dunque speso più del ministro dell'Economia, Giovanni Tria (19.326 euro), che ha però dovuto farsi ricevere da cancellerie, Fondo monetario internazionale, Commissione europea per convincere sulla stabilità del paese, ha sostenuto 3 voli intercontinentali e ben 6 in Europa. E anche più di Enzo Moavero Milanesi (4.702 euro), che per statuto ha il nomadismo come missione essendo ministro degli Esteri. E però, il confronto più diretto sarebbe da fare con l'altro vicepremier, Matteo Salvini. Ebbene, sarà pure che Salvini sta più in campagna elettorale che al Viminale» - scrive ancora Il Giornale - ma è altrettanto certo che si guarda bene dal farsi rimborsare. Da vicepremier non ha sostenuto spese, mentre da ministro dell'Interno ha rendicontato solo 1.274 euro. Merito a due esponenti di governo leghisti che in quattro mesi si sono bastati e fatti bastare le indennità. Si tratta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che da giugno a ottobre avrebbe speso solo 91 euro, e del ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, «formica» di questo governo con «solo» 24 euro di spese di ottobre.

Bonafede, Fantinati e gli altri...
Tra i ministeri più rilevanti va annoverato quello di Alfonso Bonafede. Da ministro della Giustizia avrebbe finora presentato note per 3.700 euro. È riuscito a spendere meno del suo collega di movimento, Mattia Fantinati, sottosegretario alla Funzione pubblica, già noto per i 46mila euro di vitto e alloggio della scorsa legislatura. In pochi mesi è già a 4.625 euro e supera il ministro della Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro (1.725 euro), la ministra per il Sud, Barbara Lezzi (1.442 euro), il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che da giugno a luglio ha speso 932.35 euro. «Ed è un rammarico - prosegue sempre il giornale diretto da Alessandro Sallusti - conoscere solamente le spese di giugno del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, un protagonista indiscusso del teatro comico, un virtuoso della gaffe»: a giugno avrebbe speso 224 euro. 

Chi latita
Non avrebbero ancora presentato invece le loro spese il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il ministro della Salute, Giulia Grillo, il sottosegretario e garante per l'infanzia Vincenzo Spadafora, e soprattutto il «colonnello del M5s» Vito Crimi, «che ha come compito la rieducazione della stampa. Vuole tagliare i fondi ai quotidiani, vuole sbianchettare le notizie e impaginare i dispacci sudamericani di Alessandro Di Battista, lamenta la scarsa obiettività e trasparenza dei giornalisti, ma finora si è guardato bene dal caricare gli scontrini» scrive sempre Il Giornale. Trasparenti sarebbero invece stati i ministri leghisti. Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, avrebbe speso da agosto a ottobre 1.142 euro mentre il ministro delle Politiche Agricole, Gianmarco Centinaio, 3.569 euro. Paolo Savona, ministro per gli Affari Europei, avrebbe contabilizzato in questi mesi, e in «euro», 8.157.

Plauso a Costa e Bussetti, ma...
Plauso invece al ministro grillino Sergio Costa, Ambiente, che nn avrebbe pesato sulle casse dello Stato e sul suo sito tiene una vera e propria agenda in cui registra gli incontri, l'ora, perfino la modalità di richiesta. Altra sorpresa il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. Risiede a Gallarate, 41 km da Milano, e da quando è ministro è proprio Milano la meta dei suoi viaggi. Nel «prospetto viaggi di servizio» di giugno vengono elencati 9 viaggi, sempre a Milano, per una spesa di 2.696 euro. A luglio 2.667 euro, ad agosto 4.747 euro, a settembre 4.550 euro. Poi la messa in guardia: «Attenzione, è vero che Marco Bussetti non è parlamentare e che quindi non usufruisce dei benefit dei deputati che possono viaggiare gratuitamente, ma è anche vero che da ministro percepisce 124mila euro per l'incarico di governo e che gli permettono ampiamente di provvedere al buono pasto che, per inciso, gli insegnanti non hanno».