9 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Genova

Per il nuovo ponte di Genova è sfida tra «colossi» e archistar

È sfida tra Calatrava o Piano per il progetto. E tra colossi per l'appalto. La prossima settimana l'annuncio del "vincitore" per la ricostruzione del Morandi

Una veduta di ponte Morandi, Genova, 28 novembre 2018
Una veduta di ponte Morandi, Genova, 28 novembre 2018 ANSA

GENOVA - Sarà annunciato la prossima settimana il progetto per il nuovo viadotto autostradale sul torrente Polcevera scelto dal sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Morandi, Marco Bucci. Sono scaduti lunedì scorso, intanto, i termini per la presentazione delle offerte da parte di singole aziende e gruppi di imprese. Secondo quanto trapelato, sarebbero una quindicina le proposte avanzate, «moltissime delle quali» ha spiegato il governatore della Liguria, Giovanni Toti «si basano sul progetto di Renzo Piano». E sempre dal progetto di Renzo Piano ha preso spunto la proposta presentata da Salini Impregilo, il primo gruppo italiano nel settore delle costruzioni, insieme a Fincantieri, azienda pubblica che ha tre stabilimenti in Liguria e ha appena annunciato la partecipazione, attraverso la controllata Fincantieri Infrastructure, alla realizzazione del ponte sospeso più grande al mondo in Romania.

Gli «italiani» con Renzo Piano
La proposta dei due colossi italiani, che vedrebbe come progettista Italferr, società ingegneristica del gruppo Fs, si ispira appunto all’idea dell’archistar genovese e prevederebbe la ricostruzione del ponte in un anno, per un costo leggermente superiore a 200 milioni. La cordata composta da Salini Impregilo e Fincantieri, che molti danno per favorita per l’affidamento dei lavori con negoziazione diretta, dovrà però vedersela con un’altra grande azienda italiana specializzata nella progettazione, produzione e posa in opera di strutture metalliche, la Cimolai Spa di Pordenone. 

In campo anche Calatrava
Il gruppo industriale friulano avrebbe infatti presentato ben quattro diversi progetti, firmati da un altro grande architetto di fama internazionale, Santiago Calatrava. Tutti prevederebbero un ponte realizzato interamente in metallo ma con costi e tempi di costruzione differenti in base alla complessità dell’opera. Secondo indiscrezioni, si partirebbe da un modello base, con una struttura d’appoggio tradizionale, per arrivare a un più avveniristico ponte ad arco. 

Anche i cinesi in gara
A contendersi l’appalto urgente per il nuovo viadotto autostradale ci sarebbe poi una cordata italo-cinese, costituita dalla Salc Spa di Milano e dalla China Communications Costruction Company, che ha appena finito di realizzare il ponte più lungo del mondo, il viadotto di 55 chilometri che collega Hong Kong a Zhuhai e Macao. Anche in questo caso al commissario Bucci sarebbero state presentate diverse proposte, una delle quali prevederebbe la ricostruzione del ponte e la sua riapertura al traffico in 11 mesi. 

C'è un progetto anche del Codacons
Da segnalare, infine, il progetto elaborato dal Codacons, che non comporta la demolizione dei monconi del viadotto rimasti in piedi. Secondo un sondaggio online lanciato dalla stessa associazione dei consumatori, la proposta, che prevede la sostituzione della parte crollata con una struttura strallata con impalcato a sezione mista formato da due travi di acciaio e una soletta di cemento armato, riscuoterebbe il favore della maggioranza dei genovesi. I tempi di realizzazione sarebbero infatti più brevi e anche il costo sarebbe minore.