27 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Dati Istat

In Italia non si fanno più figli. Il M5s: «Colpa dei precedenti governi»

L'Istat: nel 2017 -15mila nati. In dieci anni persa una città come Bergamo. Di Maio: «È per questo che vogliamo il reddito di cittadinanza»

La manifestazione contro il Fertility Day del precedente governo
La manifestazione contro il Fertility Day del precedente governo ( ANSA )

ROMA - Prosegue, inarrestabile, il calo delle nascite in Italia. Nel 2017 - dice l'Istat nel rapporto "Natalità e fecondità della popolazione residente" - sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. Nell'arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità, mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008: praticamente la popolazione di un comune come Bergamo o Siracusa. «La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008» commenta l'Istituto «sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali». La diminuzione della popolazione femminile tra 15 e 49 anni (circa 900 mila donne in meno) osservata tra il 2008 e il 2017 spiega quasi i tre quarti della differenza di nascite che si è verificata nello stesso periodo. La restante quota dipende invece dai livelli di fecondità, sempre più bassi.

I motivi del calo demografico
Questo netto calo, spiega l'Istat, è in parte dovuto all'andamento dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (-57 mila rispetto al 2008) per poi risalire lievemente fino a superare nel 2016 le 200 mila celebrazioni. Nel 2017 si osserva una nuova diminuzione (191.287 matrimoni). In particolare, la propensione al primo matrimonio, da anni in diminuzione, dopo aver mostrato una lieve ripresa a partire dal 2015 ha subito una battuta d'arresto nel 2017 (419,0 primi matrimoni per mille uomini e 465,1 primi matrimoni per mille donne).

Il M5s: «Calo nascite dei colpa di disastri passati»
Per il Movimento 5 stelle «i dati Istat parlano chiaro. Non c'è più tempo da perdere, questo Paese deve rialzare la testa e la prima crescita di cui ha bisogno nell'anno nuovo è legata proprio al numero dei figli. Quello sulle persone è il primo investimento che bisogna fare e oggi dopo decenni l'Italia ha un Governo che si muove in questa direzione con, ad esempio, il reddito di cittadinanza».

Di Maio: «Un dramma che va avanti da anni»
«Che in Italia si facciano pochi figli è un dramma che va avanti da anni» è il commento del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. «Una coppia che deve conciliare il lavoro (se c'è e se non è precario), magari un mutuo, e le varie spese, tra cui quelle sanitarie, ci pensa due volte prima di mettere al mondo un figlio». L'Istat dice che il calo dei nati è particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 358.940 nel 2017 (14mila in meno rispetto al 2016). «Io lo dicevo già mesi fa, prima del 4 marzo: chi fa politica la deve fare per migliorare la qualità della vita delle persone, e questo per me significa dare una possibilità di futuro ai giovani e alle famiglie. Quando siamo andati al governo ci siamo messi subito all'opera».