5 aprile 2020
Aggiornato 15:00
Politica

Le bombe di Romano. Governo e Pd: Prodi distrugge tutto e tutti

Nel mirino dell'ex premier e presidente della Commissione Ue la manovra di Conte - «una provocazione» - e le primarie dem: «Dove sono i programmi?»

Romano prodi durante il Meeting di Cl, Rimini, 24 agosto 2018
Romano prodi durante il Meeting di Cl, Rimini, 24 agosto 2018 ANSA

ROMA - Romano Prodi, ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione Ue, non risparmia nessuno. Intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione di Rai3 In mezz'ora ne ha per tutti, dal governo Movimento 5 stelle - Lega al «suo» Partito democratico. L'esecutivo è colpevole, a suo dire, di giocare una partita pericolosa, «sulla pelle degli italiani», con Bruxelles. Il Pd di andare verso le primarie senza che nessuno dei candidati abbia spiegato, nei dettagli, i programmi per rilanciare il centrosinistra. Per Romano Prodi il governo poteva raggiungere un accordo con la Ue su di un livello di deficit di compromesso al 2%. «Ma insistere sul 2,4% è stata evidentemente una provocazione». L'ex premier ha anche segnalato «l'estremo interesse politico» di una situazione nella quale da un lato il Governo resta molto popolare nei sondaggi mentre i cittadini non comprano più i suoi titoli pubblici. Dicotomia a suo avviso foriera di cambiamenti politici. «C'era tranquillamente la possibilità d'intesa a metà strada sul 2%, che andava bene anche all'Italia. Il 2,4% è stato evidentemente una provocazione, soprattutto perché accompagnata primo da previsioni non realistiche sullo sviluppo futuro, secondo con una politica di spesa che non produrrà crescita perché è più su problemi di distribuzione che non su problemi d'investimento».

La «provocazione» del governo a Bruxelles
Il Governo italiano è ancora in tempo per aggiustare il tiro? «Si doveva, e secondo me siamo ancora in tempo, fare un progetto d'investimento per lo sviluppo economico futuro», ha affermato l'ex premier per poi puntualizzare: «Quando dico con un minimo di saggezza saremmo ancora a tempo, presumo che non possa essere considerata saggezza dire noi non cambiamo una virgola, perché questa è provocazione non è saggezza». Prodi descrive poi «una strana situazione: il Governo gode di grandissima popolarità, secondo tutti gli opinion polls. Però i cittadini non comprano i titolo del Governo. È una cosa di un interesse politico estremo, perché di solito queste decisioni inconsce precedono dei cambiamenti della coscienza politica, vedremo».

Le primarie del Partito Democratico
Romano Prodi non ha ancora deciso se voterà alle primarie del Partito Democratico ma segnala quello che a suo avviso è un «problema gravissimo»: si conoscono i candidati ma non i loro programmi. «Non ci ho ancora pensato», ha detto l'ex premier rispondendo a Lucia Annunziata. «Adesso se vuole sono anche cattivo: sono primarie che io ancora attendo, perché si sanno i nomi ma non i programmi. Cerco di riflettere sulla politica, ma non è stato seguito dal descrivere la differenza di partito e di programma che vogliono i diversi candidati che si sono presentati. Questo per me è un problema gravissimo». Prodi spiega il problema così: «Uno si presenta per una qualsiasi carica, anche il presidente di una polisportiva dicendo: voglio ammettere questi e questi altri, mi differenzio da lui che vuole altro. E io aspetto questo. E poi prendo la decisione. Qui» sottolinea «il problema è la politica, non è il giocare alla personalità. La personalità viene dopo»
 

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