25 gennaio 2020
Aggiornato 22:00
Movimento 5 stelle

Candidato M5s: «Dialoghiamo con i parenti dei mafiosi». E Di Maio annulla il comizio a Corleone

Con un video su Facebook il vicepremier prende le distanze dal "suo" candidato Maurizio Pascucci che ha pubblicato una foto con il nipote di Provenzano

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PALERMO - «Salta il mio comizio a Corleone, vi spiego perchè». Luigi Di Maio pubblica un video su facebook per prendere le distanze dal candidato M5S in Sicilia, Maurizio Pascucci, ha pubblicato una foto con un nipote di Bernardo Provenzano, che gestisce un bar, e ha aperto al dialogo con i parenti dei mafiosi. «Stasera era previsto il mio comizio a Corleone per le comunali» dice il leader M5S «avrei dovuto incontrare un imprenditore, con cui mi scuso, ma non andrò a Corleone, non parteciperò al comizio finale». Ma al suo arrivo a Palermo Di Maio ha spiegato di aver acceso il cellulare e di aver visto la notizia del candidato M5s che voleva aprire al dialogo con i parenti dei mafiosi.

L'attacco di Di Maio
«Questa» denuncia Di Maio «fa il paio con una foto sua che ha fatto in questi giorni con il nipote del boss Provenzano, uno dei due capi della mafia stragista degli anni 80 e 90 che ha fatto saltare in aria Borsellino e Falcone». Il vicepremier si dice «sicuro» che quella foto e quella dichiarazione siano state fatte in buona fede «ma il concetto è pericolosissimo: non si può accettare» avverte Di Maio. «Quella foto magari comunica qualcosa, magari anche involontariamente e noi i voti di quelli non li vogliamo, ci fanno schifo. Ma non posso correre il rischio che un ministro, lo Stato, vada lì dopo un appello al dialogo con le famiglie mafiose».

Pd e sinistra all'attacco
Il primo criticare lo scatto era stato Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia regionale, ma a seguire erano arrivati anche gli affondi di diversi deputati del Partito democratico: «Certamente non è un reato farsi una foto con un parente di uno dei più spietati boss mafiosi che la storia ricordi» dice Fava «ma pubblicare quella foto sui social è una scelta inopportuna, soprattutto per chi si candida come sindaco di un paese che ha subito lo scioglimento per infiltrazioni mafiose».