18 settembre 2019
Aggiornato 05:00

Se Di Maio non va alla guerra (con l'Ue)

Il vicepremier ribadisce di non voler fare la guerra con l’Unione europea sulla manovra, ma l’impianto delle misure decise dal governo non cambia

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Il vicepremier Luigi Di Maio ribadisce di non voler fare la guerra con l’Unione europea sulla manovra, ma l’impianto delle misure decise dal governo non cambia. In una lunga intervista a Repubblica il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro afferma che, dopo l’apertura della procedura d’infrazione Ue, sulla manovra «da parte nostra ci sarà il massimo dialogo, ma non possono chiederci di tradire gli italiani». «Non si tratta di fare la guerra all’Europa, ma di rispettare le promesse. E non è che facciamo tutto subito perché abbiamo esigenze politiche: il nostro obiettivo è mettere in sicurezza parti di società che non possono aspettare» spiega Di Maio. «La condivisione e il dialogo sono valori alla base di tutta la nostra permanenza nell’Unione europea e siccome noi vogliamo restare è giusto che si dialoghi».

Confronto con Moscovici
Di Maio ha appena incassato il sì della Camera al disegno di legge anticorruzione ed è convinto che quello di martedì sia solo un incidente di percorso. E che il governo durerà cinque anni, nonostante tutti i conflitti aperti. Con l'Europa, il vicepremier M5S, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, dice di voler dialogare. Senza però toccare le misure previste in manovra dunque. Con Pierre Moscovici, dice Di Maio sfuggendo alla polemica col commissario europeo, "avremo modo di confrontarci nelle sedi europee. Non voglio continuare in questo scambio di battute quotidiano, dobbiamo sederci e discutere questa procedura potenziando gli spazi di dialogo. Una riunione ogni tanto non basta. Ci sono tante cose che si possono fare: il taglio degli sprechi, le dismissioni. Ci sono molti asset non strategici su cui si può intervenire".

Rassicureremo i mercati
Secondo Di Maio, è normale che in questi giorni, in attesa della decisione europea, ci fosse grande preoccupazione sui mercati, che hanno spinto lo spread tra Btp e Bund ben oltre i 300 punti. "Adesso c'è un punto di partenza chiaro, la procedura è avviata, lo spread comincia a scendere", assicura il capo 5 stelle, che ripete: "Non taglieremo i punti cardine della manovra, ma i prossimi giorni permetteranno ai mercati di essere rassicurati: è importante ripetere che questo governo non vuole uscire dall'Europa e dall'euro, sarebbe anche un bene ribadirlo ai media esteri». Nessuna preoccupazione anche per il deludente collocamento dei Btp Italia: "L'asta si è tenuta nei giorni a cavallo della decisione di Bruxelles, quando i mercati stavano a guardare".