16 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Processo «escort», Silvio Berlusconi rinviato a giudizio

Per il gup del Tribunale di Bari l'accusa è di induzione a rendere false dichiarazioni: il Cavaliere pagò «Giampi» tramite Lavitola perché mentisse ai pm

Silvio Berlusconi, all'epoca testimone nel processo Escort, esce dal tribunale di Bari, 10 luglio 2015
Silvio Berlusconi, all'epoca testimone nel processo Escort, esce dal tribunale di Bari, 10 luglio 2015 (Luca Turi | ANSA)

BARI - Il gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per il reato di induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria sulla vicenda escort. Il processo inizierà il 4 febbraio 2019. Al termine dell'udienza preliminare il giudice ha dichiarato inoltre la propria incompetenza territoriale nei confronti dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola, disponendo la trasmissione degli atti ai magistrati di Napoli.

Le accuse
Stando all'ipotesi accusatoria, sostenuta da Pasquale Drago e Eugenia Pontassuglia, Berlusconi, all'epoca presidente del Consiglio, avrebbe fornito all'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, per il tramite di Lavitola, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro in denaro, perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell'ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica. Nel procedimento contro Berlusconi è costituita parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   
La difesa: «Siamo tranquilli»
L'avvocato Nicolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi insieme con il collega barese Francesco Paolo Sisto, a margine dell'udienza preliminare, si è però detto «tranquillo». Secondo la difesa il presidente Berlusconi sarà completamente assolto: «Il rinvio a giudizio è giustificato dall'imponente materiale che legittima, secondo il giudice, l'esperimento dibattimentale. La necessità di approfondimento del materiale probatorio è propria del dibattimento e non del giudizio di prognosi del gup». Comunque, ha spiegato Sisto, «è stata una udienza preliminare in cui c'è stato ampio spazio per tutti, in cui i diritti sono stati ampiamente rispettati. Il dibattimento sarà la fotografia di una difesa che secondo noi è più che sufficiente per ottenere l'assoluzione del presidente Berlusconi».