6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Parla il senatore che ha messo in minoranza il governo: «Non temo di essere espulso dal M5s»

De Falco respinge le accuse: «Non sono un dissidente ma coerente». Ma Fraccaro lo avverte: «Chi non si trova bene nel M5s va a casa e lascia il posto»

Il senatore del Movimento 5 stelle, Gregorio De Falco
Il senatore del Movimento 5 stelle, Gregorio De Falco ANSA

ROMA - «Io continuo a restituire come ho sempre fatto perché sono coerente, non sono dissidente». Il senatore Gregorio De Falco, intercettato da Repubblica Tv fuori dal Senato, va avanti per la sua strada dopo aver votato a favore di un emendamento di Forza Italia al Dl Genova, facendo andare sotto il governo sul condono per Ischia. E il vicepremier Luigi Di Maio ha adombrato un legame tra questa decisione e la restituzione di parte degli stipendi dei parlamentari pentastellati. Nel voto sull'emendamento, ha sottolineato De Falco, «il mio non è certo protagonismo, il mio emendamento è uguale». Teme di essere espulso? «Credo proprio di no, nessuno mi ha fatto sapere nulla», ha replicato.

L'avvertimento di Fraccaro
Ma dalle parole del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro emerge come la questione sia tutt'altro che risolta: «Io faccio parte dei probiviri, non posso anticipare le decisioni dei probiviri, perché è un collegio di tre persone. Dico solo una cosa generica: se qualcuno nel Movimento non si trova bene fa un passo indietro, va a casa e dà posto a qualcun altro. Mi sembra che la coerenza voglia questo, poi decideranno i senatori coinvolti».

Il Dl Genova andrà avanti
Nessun passo indietro, però da parte dell'esecutivo. Soprattutto niente fiducia sul dl Genova. Almeno per ora il governo non la chiede e l'intenzione è di arrivare all'approvazione del provvedimento senza ricorrere a quella che viene definita una «extrema ratio». Un esponente di governo lo spiega chiaramente: «Vediamo chi si assume la responsabilità di votare contro la ricostruzione di Genova per cento case a Ischia... Poi andiamo a Genova a spiegarlo ai cittadini». Insomma, salvo sorprese dell'ultimo momento, l'incidente non dovrebbe avere conseguenze sul provvedimento. Del resto, il governo è convinto che i dissidenti M5s resteranno pochi e che, in aula, arriverano anche altri voti: «Fi voterà il provvedimento, avete sentito i loro interventi questa mattina in aula!». In teoria, l'emendamento passato in commissione dovrebbe essere rivotato - e questa volta bocciato - in aula, negli auspici del governo. Questo permetterebbe di evitare anche una terza lettura del decreto alla Camera. 

De Magistris "chiama" i dissidenti
Per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, cominciano ad emergere «le evidenti contraddizioni tra quello che è la militanza storica del M5S, gli impegni politici, le promesse elettorali, rispetto invece a quello che si sta realizzando dal punto di vista politico ed istituzionale». Il primo cittadino partenopeo ha parlato anche della difficile situazione sul condono Ischia: «Tutto potevo pensare tranne che il M5S diventasse uno dei tanti partiti del condono. Quindi trovo non solo fisiologico che due parlamentari abbiano manifestato il dissenso, ma troverei fisiologico che ci sia un dissenso ancora più vasto».