16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Il presidente dell’associazione antiracket chiedeva il pizzo alle vittime del... racket

Avrebbe estorto denaro a quelle stesse vittime del racket che alla sua associazione si rivolgevano per avere giustizia

Il presidente dell’Associazione Sicilia Antiracket è stato arrestato con l'accusa di estorsione
Il presidente dell’Associazione Sicilia Antiracket è stato arrestato con l'accusa di estorsione (ANSA)

CATANIA - Avrebbe estorto denaro a quelle stesse vittime del racket che alla sua associazione si rivolgevano per avere giustizia e accedere al fondo di solidarietà per le vittime, appunto, del racket. Per questo è stato arrestato stamani a Catania Salvatore Campo, 75enne presidente dell’Associazione Siciliana Antiestorsione (A.SI.A.), indagato per estorsione continuata, peculato e falso ideologico. Con lo stesso provvedimento cautelare emesso dalla Procura etnea è stato disposto anche il sequestro di circa 37.000 euro per l’appropriazione di fondi pubblici erogati all’Associazione antiracket A.SI.A dalla Regione siciliana, distratti dall’indagato per finalità personali.

Quadro indiziario grave
L’indagine delle Fiamme Gialle di Catania è scaturita da un’attività di monitoraggio delle associazioni e organizzazioni antiracket e antiusura operanti nel territorio etneo nonché dall’esame di esposti presentati da associazioni attive nello stesso contesto assistenziale. Le indagini hanno consentito di delineare un quadro indiziario grave nei confronti di Campo, il quale costringeva vittime di fatti di criminalità organizzata, usura ed estorsione, a consegnargli somme in denaro non dovute.

Cos'è l’Associazione Siciliana Antiracket
L’Associazione Siciliana Antiracket nasce nel 2008 con lo scopo, in linea con il vigente quadro normativo, di «esercitare una costante azione di stimolo e nei confronti dell’opinione pubblica e nei confronti di tutte le Autorità costituite affinché il problema dei delitti di estorsione e di usura vengano considerati primari ed essenziali non solo per le categorie che li subiscono ma anche per l’intera comunità che direttamente da tali delitti viene gravemente danneggiata». L’associazione non ha carattere di lucro, recita ancora lo Statuto dell’associazione, e l’attività è finanziata da contributi associativi, oblazioni volontarie, sovvenzioni pubbliche e l’eventuale residuo dovrà essere devoluto a favore delle imprese vittime.

Come agiva
Nella realtà, l’Associazione A.SI.A. è stata utilizzata da Campo per l’esclusivo perseguimento di un utile economico personale, in danno sia di coloro i quali si rivolgono all’associazione per ottenere assistenza e supporto sia nei confronti dello stesso ente che viene privato delle risorse necessarie per il perseguimento dei fini propri. Le richieste di denaro venivano avanzate sia per avviare l’iter procedurale per il riconoscimento del risarcimento che prima del riconoscimento delle somme erogate dallo Stato. Qualora la vittima non aderiva alle richieste di denaro, Campo assumeva atteggiamenti intimidatori giungendo all’abbandono del sostegno assistenziale. Dagli accertamenti bancari eseguiti, è emersa un’appropriazione complessiva dei fondi associativi di oltre 70.000 euro. Solo una parte degli stessi (circa 37.000,00 euro) è riferibile ai fondi pubblici, per i quali il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto delittuoso.