15 novembre 2018
Aggiornato 23:30

«Nasce oggi uno Stato amico», il governo trova l'accordo: via il condono e lo scudo fiscale

Dopo circa tre ore di riunione, alla fine è tutto tornato alla normalità, «come era scritto nel contratto di governo»
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Dopo circa tre ore di riunione, alla fine è tutto tornato alla normalità, «come era scritto nel contratto di governo». Via il condono e lo scudo penale: il Consiglio dei ministri bis convocato dal premier Giuseppe Conte, iniziato con bel due pre di ritardo, si è concluso con un accordo. L'intesa prevede lo stralcio del cosiddetto scudo penale e della questione dei capitali e beni all’estero. E introduce una sorta di «ravvedimento operoso» – per dirla alla Giuseppe Conte – per chi ha «specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica». Nessuna crisi di governo, dunque. Proprio come aveva chiesto Conte. «Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo» ha commentato a caldo il premier nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Come funziona la dichiarazione integrativa
La cosiddetta dichiarazione integrativa riguarda il 30% in più di quanto già dichiarato con il tetto di 100mila per anno d’imposta, ha spiegato Conte, che poi ha ripetuto: «No a scudi di sorta all’estero». «A scanso di equivoci – ha detto ancora Giuseppe Conte – abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità».

Il ravvedimento operoso
Un altro particolare è emerso poi dall'incontro: «C’è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica – ha detto Conte –. Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto». Il riferimento del premier è al famigerato articolo 9 del decreto, quello che aveva creato la polemica tra M5s e Lega e la cui modifica ora «nella sostanza è un ravvedimento operoso» ha detto Conte.

Salvini: «Si chiudono 3 giorni surreali»
Salvini si dice soddisfatto: «Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali – ha detto – nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene». C’è l’accordo, ha aggiunto ancora il ministro dell’Interno, «per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana – ha sottolineato – con serenità fiducia compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola».

Di Maio: nasce oggi uno Stato amico
Sulla stessa linea d'onda anche Luigi Di Maio: «Potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà – ha detto il ministro del Lavoro – Abbiamo ribadito all’unanimità in Cdm che non c’è alcuna volontà di favorire chi ha capitali all’estero. Grazie a questo decreto – ha aggiunto – nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti. E’ stato un pomeriggio di lavoro proficuo».