22 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Inizia da 'Piazza Grande' la corsa al Pd di Nicola Zingaretti

Dall'ex Dogana di Roma verso la segreteria del partito: «Stiamo costruendo il nuovo. Basta litigare, ora al lavoro insieme per sconfiggere la peggiore destra»
Nicola Zingaretti alla ex Dogana durante l'evento 'Piazza grande'
Nicola Zingaretti alla ex Dogana durante l'evento 'Piazza grande' (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «La bella notizia è che domani l'assemblea finale la dovremo tenere fuori, in piazza perché ci sarà il triplo delle persone che avevamo immaginato». Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, in corsa per la segreteria del Pd ha chiuso così a 'Piazza Grande' l'incontro con sindaci e amministratori locali provenienti da tutta Italia. «La prima cosa importante di 'Piazza grande' è che questo è un luogo che fino a questa mattina non esisteva ed è un luogo nel quale si incontrano storie e pensieri differenti non per litigare ma per costruire qualcosa di nuovo. Per troppo tempo, e questo è stato un fatto grave, le differenze» ha detto Zingaretti «hanno significato divisioni e rotture e ci ritroviamo la peggiore destra europea al governo dell'Italia. Per troppo tempo ci si è illusi che per non disturbare qualcuno era meglio ritrovarsi tra eguali, si sono prodotte politiche forse e anche c'è stata una selezione della classe politica nella quale si sono scelti non i migliori ma i più fedeli e questo lo abbiamo pagato tutti noi. Dunque, abbiamo voluto avviare un percorso, e mi permetto di dire: senza confini e aperto a tutti, ben oltre i confini di un partito politico che si deve rigenerare».

«Cuore e anima» per «la buona politica»
Per Zingaretti «dobbiamo passare da una fase storica per cui due idee diverse diventano due gruppi che si contrappongono a una fase nella quale 100 idee diverse diventano una politica per il futuro. E per fare questo, noi dobbiamo rigenerare una cultura politica che abbia come cuore e come anima l'apertura, l'inclusione, lo spirito di servizio che deve avere la politica e l'umiltà che inizia dall'ascolto di chi ha bisogno di noi, di chi ha bisogno della buona politica».

«Questo è solo l'inizio di 'Piazza Grande'»
Questo luogo, secondo Zingaretti, va ricostruito e dentro Piazza Grande, che non si chiude «in queste due giornate romane, noi dovremmo riproporre in tutta Italia questo spirito, dal nord al centro al sud chiamando, come stiamo facendo, persone che non si sono mai conosciute o che non si parlano più da tanto tempo, coloro che nelle professioni, nella scienza, nell'arte, nella cultura, nel manifatturiero, sul proprio banco di università, chi sente che qualcosa non va ma da solo non riesce a ribellarsi e ad essere utile al cambiamento. Il processo di rigenerazione della politica è questo: prendere atto che bisogna cambiare».

L'avvertimento al governo
Non poteva ovviamente mancare un chiaro messaggio al governo: «Attenzione. Abbiamo capito tutti che avete sbagliato la manovra, avete sbagliato la Riforma, quel decreto, che già oggi in quel Def è scritto che solo l'aumento del costo degli interessi sul debito e un costo di 19 miliardi di euro e già rispetto a un anno fa il costo della vendita è +7 miliardi per i nuovi del tesoro. Dentro quella manovra mancano sicuramente 10-15 miliardi di euro di investimenti». E allora, al cospetto di sindaci e amministratori locali provenienti da tutta Italia «diciamo al governo: non vi azzardate a tagliare un euro al trasferimento agli enti locali».